Con il lancio della nuova Nintendo Switch 2 che ormai è imminente sul mercato, si discute sempre di più di un aspetto in particolare: il processore. Sono troppe rate diverse voci negli ultimi mesi, ma in queste ore sarebbe arrivata una conferma, ovvero che il chip all’interno della nuova console di Nintendo sarebbe il famoso NVIDIA T239.
Il T239 di NVIDIA: una scelta strategica, ma con qualche riserva
Il chip T239, sviluppato da NVIDIA, nasce come evoluzione dei Tegra destinati all’industria automobilistica e alla robotica. Realizzato a 8 nanometri, questo processore è stato integrato appositamente per garantire degli scenari realistici che siano differenti rispetto a quelli che si vedono di solito nei giochi. Il motivo che avrebbe spinto Nintendo a scegliere questo chip, sarebbe economico e tecnico allo stesso tempo.
Alcuni appassionati, però, non nascondono una certa delusione. C’è chi ritiene che affidarsi a un chip pensato per l’automotive del 2020 sia una mossa conservativa, specie in un mercato dove la concorrenza punta su piattaforme sempre più potenti. Resta il fatto che, rispetto alla prima Switch, l’upgrade in termini di potenza, efficienza energetica e supporto grafico sarà comunque tangibile.
Un salto generazionale reale, ma senza voli pindarici
Nonostante le critiche, i miglioramenti saranno concreti. La Switch 2 supporterà il DLSS (Deep Learning Super Sampling) di NVIDIA, tecnologia che consentirà di aumentare la qualità grafica mantenendo le prestazioni elevate. Ci sarà anche il supporto all’HDR, una risoluzione più alta e una maggiore fluidità nei giochi.
Il vero salto sarà nella gestione della grafica e nell’ottimizzazione complessiva, più che nella pura potenza bruta. Un approccio che rispecchia la filosofia Nintendo: puntare su innovazione e gameplay piuttosto che entrare nella corsa ai numeri.
Le impressioni della community: entusiasmo misto a cautela
Tra i fan, i pareri sono piuttosto variegati. C’è chi, come alcuni utenti sui forum, ammette di essere tentato ma di voler aspettare eventuali sconti o bundle interessanti. Molti ricordano come la prima Switch abbia dato il meglio su pochi titoli davvero iconici, e non vogliono ripetere l’errore di acquistare la console solo per giocare a una manciata di giochi esclusivi.
Altri, invece, si dicono fiduciosi. Il salto generazionale, anche se non spinto ai massimi livelli, sembra sufficiente per garantire un’esperienza nettamente migliore sia in modalità portatile sia collegata alla TV. E considerando che Nintendo punta anche su una lineup di lancio forte, la curiosità resta alta.
