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Il settore dei giochi da tavolo contesta i dazi di Trump
Il presidente è stato accusato di aver imposto dazi considerati illegali e incostituzionali. Secondo tali produttori, i dazi, che in alcuni casi raggiungono anche il 145% del valore delle merci, stanno mettendo a repentaglio la sopravvivenza stessa delle imprese. Per comprendere meglio la portata del problema, basti pensare che Spielcraft Games ha dovuto pagare oltre 4.335,40 di dazi per una sola spedizione dalla Cina. Mentre Rookie Mage Games si è trovata a sborsare più di 3.120,80 dollari. Da un lato tali cifre possono sembrare gestibili per grandi aziende. Dall’altro rappresentano un peso insostenibile per piccole e medie imprese, che operano su margini molto più ridotti e che rischiano di vedere i propri bilanci precipitare.
Il problema principale è che gli aumenti di costo devono inevitabilmente essere trasferiti sui prezzi al consumatore. Il pubblico dei giochi da tavolo è particolarmente sensibile al prezzo. Un incremento significativo rischia di allontanare i potenziali acquirenti, riducendo ulteriormente i ricavi delle aziende produttrici.
Il malcontento non si limita al settore dei giochi da tavolo. Sempre più imprenditori stanno esprimendo apertamente la loro opposizione ai dazi. Denunciandone gli effetti devastanti sull’economia interna. Non resta che attendere e scoprire come evolverà lo scenario. Se non verranno prese misure correttive, il rischio è di assistere a una lenta erosione di interi settori economici.










