A volte basta uno sguardo nel cielo – o meglio, nello spazio profondo – per farci rimettere tutto in discussione. Ed è esattamente quello che è successo con la scoperta di Zhúlóng, una galassia lontanissima, antichissima e sorprendentemente ordinata. Non un ammasso caotico di stelle come ci saremmo aspettati, ma una spirale elegante, con bracci ben definiti, un centro compatto e una struttura che… beh, assomiglia parecchio alla nostra Via Lattea. Eppure, questa galassia è apparsa solo un miliardo di anni dopo il Big Bang. Avete capito bene: è come trovare una città ultramoderna in un’epoca in cui ci si aspettava solo capanne e fuochi da campo.
Una spirale di 13 miliardi di anni fa mette in crisi i modelli cosmologici
A scoprirla è stato il telescopio spaziale James Webb (JWST), il più potente mai lanciato finora. E mentre scrutava regioni lontanissime dell’universo con il suo sguardo a infrarossi, si è imbattuto in questa gemma cosmica, la cui luce ha viaggiato per quasi 13 miliardi di anni prima di raggiungerci. Praticamente, stiamo guardando un’istantanea del passato remoto dell’universo.
Il team che l’ha individuata, guidato da Mengyuan Xiao dell’Università di Ginevra, ha scelto un nome poetico e potente: Zhúlóng, il “Drago Torcia” della mitologia cinese, una creatura leggendaria che apre e chiude gli occhi per creare il giorno e la notte. Un omaggio perfetto per una galassia che ci parla proprio di luce e tempo.
Quello che ha lasciato tutti a bocca aperta è che una galassia così ben strutturata non dovrebbe esistere a quell’epoca, almeno secondo le teorie attuali. Si pensava che strutture così complesse richiedessero miliardi di anni per formarsi. Invece Zhúlóng, con un disco di 60.000 anni luce e una massa stellare enorme (100 miliardi di volte quella del Sole!), ci dimostra che qualcosa sfugge ai modelli.
La scoperta è avvenuta grazie a una modalità di osservazione chiamata “pure parallel”, che permette al JWST di raccogliere dati anche mentre punta altrove. Un po’ come fare zapping spaziale in background. E funziona, visto che da lì è saltato fuori questo drago cosmico.
Il viaggio per capire come si formano le galassie è ancora lungo, ma grazie a strumenti come il JWST e l’osservatorio ALMA in Cile, stiamo cominciando a riscrivere la storia dell’universo… una spirale alla volta.
