La nuova Mazda EZ-60 si prepara a calcare il palcoscenico del Salone dell’Auto di Shanghai. Un evento attesissimo, fissato per il 23 aprile, che segnerà il primo incontro del pubblico con il SUV elettrico nato dalla collaborazione tra Mazda e il colosso cinese Changan. Chi si aspettava un veicolo ordinario dovrà ricredersi. Il SUV porta con sé un mix di design minimalista e tecnologia futuristica, promettendo di ridefinire il concetto di comfort a bordo. Nessuno schermo tradizionale dietro al volante, bensì un impressionante pannello 5K ultra-wide da 26,45 pollici troneggia sulla plancia. Un’interfaccia totale, priva quasi di comandi fisici, che anticipa un futuro governato dalla voce e dai tocchi digitali.
Interni avveniristici e spazio intelligente nella nuova creazione Mazda
Gli interni della Mazda EZ-60 trasmettono una sensazione di ordine e sofisticazione. L’essenziale prende il posto del superfluo, in linea con una filosofia di design sempre più orientata alla purezza formale. Il sistema audio con 23 altoparlanti e Dolby Atmos spinge l’esperienza sensoriale a livelli impensabili. Persino i passeggeri posteriori godono di uno schermo touch dedicato al clima e all’intrattenimento. Per chi cerca spazio, la risposta arriva con numeri precisi: 350 litri nel bagagliaio, fino a 2.036 litri con sedili abbattuti. Nel modello full electric, poi, si trova un frunk da 126 litri per cavi e accessori.
Il SUV Mazda funziona grazie alla piattaforma EPA1, la stessa della Deepal S07. La versione con range extender, pensata per il mercato cinese, monta un motore elettrico posteriore da 190 kW e una batteria LFP da 31,7 kWh. L’autonomia elettrica raggiunge i 160 km secondo ciclo CLTC. Con il supporto di un motore a benzina 1.5 aspirato, l’autonomia complessiva tocca i 1.300 km. Numeri che lasciano spazio a sogni di libertà senza limiti. In Europa arriverà solo in versione 100% elettrica, con il nome di Mazda CX-6e. Ci si può davvero accontentare di meno, oggi? A pochi giorni dal debutto ufficiale, l’attesa si fa febbrile. Il futuro, stavolta, sembra davvero dietro l’angolo.
