C’è una storia che sembra uscita da un film, e invece è vera. Protagonista: Matteo Paz, uno studente liceale americano. Scena: un laboratorio del Caltech, uno dei centri di ricerca più importanti al mondo. Plot twist? Matteo, usando l’intelligenza artificiale, ha scoperto 1,5 milioni di oggetti cosmici che nessuno aveva mai notato prima.
Matteo Paz usa l’AI per scoprire nuove stelle
Tutto è cominciato quando era piccolo, con le serate sotto le stelle organizzate dal Caltech. La mamma lo portava lì e lui, occhi incollati al cielo, ha iniziato a innamorarsi dell’astronomia. Anni dopo, quella passione si è trasformata in un’occasione vera, grazie al programma Planet Finder Academy. È lì che ha conosciuto il suo mentore, Davy Kirkpatrick, uno scienziato con un passato da ragazzo di provincia che ha riconosciuto subito in Matteo un talento speciale.
In pratica, c’erano a disposizione un mare di dati raccolti dal telescopio NEOWISE della NASA. Dati infrarossi, roba invisibile all’occhio umano, pieni di segnali deboli provenienti da oggetti lontanissimi: quasar, stelle variabili, coppie stellari che si eclissano. Solo che quei dati erano lì, non ancora analizzati. Troppi, troppo complessi.
Ed è qui che Matteo ha avuto l’intuizione: usare l’AI per scandagliare tutto quel materiale. Forte di un corso che aveva seguito tra programmazione e matematica, ha messo a punto un algoritmo in grado di cogliere variazioni minuscole nella luce. Dopo sei settimane di lavoro intenso, ha tirato fuori un modello che ha individuato oltre un milione e mezzo di nuovi oggetti celesti.
Una cifra assurda, da lasciare a bocca aperta anche gli scienziati più navigati. E infatti adesso, insieme a Kirkpatrick, sta lavorando a un catalogo ufficiale che uscirà nel 2025.
Ma Matteo non si ferma qui. Dice che il suo algoritmo potrebbe tornare utile anche per analizzare i grafici di borsa, o per studiare i livelli di inquinamento atmosferico. Perché ovunque ci siano dati che cambiano nel tempo, c’è una storia da scoprire. E lui, evidentemente, ha un certo talento nel trovarla.
Ora lavora già al Caltech, ma il suo viaggio — tra stelle, numeri e intuizioni — è appena iniziato.
