Apple non ha alcuna intenzione di fermarsi dopo il lancio del suo primo visore Vision Pro. Stando a quanto raccolto mediante le fonti più attendibili nel mondo della tecnologia, il colosso avrebbe pensato a due versioni totalmente nuove. La prima sarebbe completamente autonoma e con a bordo il prossimo chip in lavorazione, ovvero l’M5. L’altro modello invece si presenterà molto più leggero e compatto e potrà essere collegato ai Mac. Per quanto concerne il prezzo, gli utenti possono tirare un sospiro di sollievo: in entrambi i casi si tratterà di modelli più accessibili.
Due visori, due strategie diverse: c’è uno standalone potente, ma anche più economico
Il modello standalone sarà il vero successore del Vision Pro attualmente sul mercato. Per quanto riguarda l’estetica, i nuovi Vision saranno simili a quello già disponibile, senza alcun tipo di stravolgimento neanche dal punto di vista funzionale. L’obiettivo è quello di ridurre il prezzo ottimizzando l’esperienza.
Un visore leggero, pensato per il collegamento al Mac
Più interessante, forse, la seconda opzione: un visore che non sarà autonomo, ma da utilizzare in abbinamento a un Mac. In questo modo sarà possibile rinunciare a componenti hardware costosi, come il processore integrato, riducendo sensibilmente il prezzo. Si tratterebbe di un’alternativa più leggera, sia fisicamente sia economicamente, rivolta a chi cerca un ingresso nel mondo della realtà aumentata senza spendere cifre elevate.
Gli Apple Glass restano nel mirino
Mentre si lavora su queste due nuove versioni, il progetto degli Apple Glass non è stato accantonato. Anzi, secondo Gurman, rappresenta ancora l’obiettivo di lungo termine per Apple: occhiali AR comodi e discreti, simili a normali montature. Il CEO Tim Cook sarebbe fortemente determinato a realizzarli prima della concorrenza, in particolare di Meta.
Nonostante si fosse parlato di un Vision Pro 2 già in produzione, le ultime informazioni indicano che il focus si è spostato su aggiornamenti contenuti, capaci di ridurre i costi e migliorare l’hardware senza stravolgere l’impianto originale. L’adozione del chip M5 andrebbe proprio in questa direzione: più potenza, ma senza rivoluzioni.
