Una risposta breve, ma che ha fatto il giro del mondo. Nintendo ha ufficialmente dichiarato che la sua prossima console, la Switch 2, non includerà un sistema di trofei o obiettivi. Lo ha confermato Bill Trinen, vicepresidente di Nintendo-of-America, durante un’intervista concessa a Polygon. Alla domanda diretta se questa funzione fosse prevista, la replica è stata categoricamante “No”. Un secco rifiuto che ha subito gelato l’entusiasmo di molti fan, alimentato da recenti speculazioni.
Si pensava infatti che i giochi The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Tears of the Kingdom, grazie a un’app dedicata, potessero aprire la strada agli obiettivi anche su Switch 2. Ma non sarà così.
Nintendo Switch: un’ opzione ignorata o scelta strategica?
L’assenza di una piattaforma concentrata sui trofei sembra confermare la storica filosofia di Nintendo. Ovvero dare priorità all’esperienza di gioco pura, piuttosto che a meccaniche esterne di ricompensa. Una scelta che divide la community, soprattutto in un’epoca in cui sistemi come PlayStation e Xbox fanno dei trofei un elemento distintivo. La possibilità per gli sviluppatori di terze parti di includere sistemi proprietari non cambia il quadro generale. Anche se EA decidesse di aggiungere gli obiettivi nei suoi titoli, i progressi non sarebbero visibili dalla console. Insomma, si tratta di una mancanza che limita senz’ altro l’impatto emotivo e sociale di queste “medaglie virtuali”.
Il lancio della Nintendo Switch 2, previsto per il 5 giugno 2025, sarà accompagnato da novità importanti, ma non dai trofei. Un’assenza che riaccende il dibattito sulla direzione intrapresa da Nintendo. In molti speravano in una svolta, una vera integrazione che potesse rendere i giochi più longevi o semplicemente più gratificanti. Al contrario, si ripropone il modello attuale. Cioè che alcuni giochi potranno avere obiettivi, ma senza un’infrastruttura condivisa. Un’opportunità mancata, secondo chi considera i trofei non solo un incentivo, ma una prova tangibile dei traguardi raggiunti. Per altri, invece, non sono mai stati indispensabili, né tanto meno desiderabili.
