Anche soltanto sognare un PC con Windows 98 e soli 128 MB di RAM che ospita un sofisticato modello di AI generativa sembrerebbe un’utopia. Eppure, la realtà ha sorpreso tutti. Marc Andreessen, noto innovatore nel mondo tecnologico, ha condiviso un esperimento straordinario: una versione ridotta del modello Llama di Meta è riuscita a operare su un vecchio computer Dell. Come è possibile che una macchina del genere, con così poche risorse, abbia reso tangibile l’intelligenza artificiale? In quel lontano 1998, i computer erano lontani dall’essere pronti a ospitare tecnologie avanzate. Ma oggi, 26 anni dopo, l’AI è un fenomeno che ha cambiato le nostre vite. Se avessimo avuto a disposizione questa tecnologia allora, come sarebbe cambiato il nostro rapporto con i computer? Erano pronti, ma non sapevamo come sfruttarli.
L’evoluzione AI impedita della tecnologia
Un precedente interessante arriva dall’esperimento di Exo Labs, che aveva già dimostrato la possibilità di far funzionare una versione modificata di Llama 2 su un PC Pentium II con Windows 98. Ma la strada per raggiungere questo risultato non è stata affatto semplice. Compilare codice moderno per un sistema operativo obsoleto ha richiesto l’uso di strumenti ormai dimenticati. Il team ha dovuto fare i conti con la compatibilità del linguaggio C, il che ha spinto gli sviluppatori a tornare a un ambiente di sviluppo datato come il Borland C++ 5.02. Il vero ostacolo è stato l’hardware limitato. I Pentium II dell’epoca, con appena 128 MB di memoria, non sarebbero riusciti a supportare i 70 miliardi di parametri di Llama 2. È stata creata, dunque, una versione “light”, capace di operare con le minime risorse disponibili. Ora, quanto diverso sarebbe stato il panorama dell’AI se queste sfide fossero state affrontate già così tanti anni fa?
L’esperimento di Andreessen e Exo Labs suggerisce che, con le giuste condizioni, l’AI avrebbe potuto entrare nelle nostre vite già decenni fa. Se fosse stato possibile far funzionare un modello come Llama su sistemi obsoleti, come sarebbe stato il nostro quotidiano con AI generativa negli anni ’90? Avremmo potuto parlare con i nostri computer come facciamo oggi, con decenni di anticipo. Cosa ci siamo persi? Cosa avrebbe potuto accadere se l’industria avesse investito nell’AI fin dal suo inizio? In un mondo parallelo, forse oggi avremmo una tecnologia matura da tempo, molto più avanzata di quanto possiamo anche solo immaginare. La realtà, però, è che siamo arrivati tardi, anche se la tecnologia che oggi ci stupisce, ieri sembrava un sogno irraggiungibile.
