La tempesta si è abbattuta sui mercati finanziari subito dopo l’annuncio dei nuovi dazi americani. Wall Street ha perso 2.000 miliardi di dollari in poche ore. Colossi come Apple e Amazon hanno visto sparire centinaia di miliardi. I dazi avrebbero dovuto proteggere l’economia statunitense, ma il loro effetto sembra devastante. Come si spiega una tale reazione? Parecchi erano scettici sull’azione di Trump, ma ora si scopre che il metodo di calcolo delle tariffe è fin troppo elementare. Possibile che una decisione di tale impatto sia stata lasciata nelle mani di un algoritmo generativo? Che sia tutto frutto di un tasso tariffario?
Dai documenti resi pubblici emerge che la formula alla base dei dazi sia più che discutibile. La Casa Bianca la definisce complessa, ma gli esperti la smontano in pochi passaggi. Il calcolo è sorprendentemente lineare: si prende il deficit commerciale con un Paese, lo si divide per il valore delle importazioni e si riduce della metà. Così si ottiene la tariffa, fine. Per l’Unione Europea risulta un 20%, più di dieci volte superiore alla media effettiva. Come si giustifica una formula tanto arbitraria? L’ipotesi più inquietante è che sia il frutto di un chatbot incaricato di elaborare una soluzione rapida. Ebbene sì, alcuni sono convinti siano stati generati dall’AI.
L’AI dietro le quinte della politica economica dei dazi?
Basta interrogare un’intelligenza artificiale con una richiesta simile e la risposta è quasi identica a quella adottata dagli Stati Uniti. Strano? Oppure no? Il dubbio che la Casa Bianca abbia affidato il destino dell’economia globale a un modello generativo diventa sempre più solido. Eppure, gli esperti mettono in guardia: ridurre i dazi ad un mero rapporto matematico ignora le dinamiche reali del commercio internazionale. Un sistema così rozzo rischia di generare effetti catastrofici, effetti che già si intravedono. Si può davvero credere che una strategia così fondamentale sia stata delegata a un algoritmo? E se così fosse, cosa ci riserverà il futuro? Probabilmente non sapremo mai la verità.
