Si sta parlando tantissimo della nuova intelligenza artificiale creata dall’azienda cinese DeepSeek, a tal punto che molti utenti hanno voluto provarla. Al momento in Italia non è più disponibile e si trova peraltro sotto indagine negli USA. Stando a quanto riportato infatti l’azienda avrebbe dato vita alla sua AI DeepSeek acquistando dei chip avanzati NVIDIA per vie traverse.
Questo significa che i chip in questione sarebbero arrivati da alcuni intermediari a Singapore in modo da eludere il divieto imposto dal governo americano di esportare tali componenti in Cina.
DeepSeek e i chip NVIDIA: aggiramento delle restrizioni?
DeepSeek è diventata famosa per il suo modello linguistico R1, che sta guadagnando popolarità grazie a costi operativi ridotti e minori richieste di potenza di calcolo rispetto a concorrenti come ChatGPT-4. Inoltre la grande ascesa del modello ha permesso alle autorità statunitensi di accendere i riflettori: l’obiettivo è capire se l’azienda abbia ottenuto in modo illecito GPU avanzate di NVIDIA, vietate in Cina a causa delle sanzioni.
Secondo fonti vicine all’indagine, DeepSeek avrebbe acquistato questi chip attraverso aziende terze con sede a Singapore, paese che ha visto aumentare la sua quota nelle entrate di NVIDIA dal 9% al 22% in soli due anni. Il sospetto è che questi numeri possano essere legati proprio alle forniture di semiconduttori per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale cinesi.
Le prestazioni di DeepSeek e il confronto con gli USA
Nonostante l’entusiasmo per i risultati di DeepSeek-R1, i test di accuratezza non sono stati impressionanti. In un confronto tra 11 piattaforme AI, DeepSeek si è classificato decimo, rispondendo correttamente solo al 17% delle domande. Peggio ancora, il 30% delle risposte conteneva informazioni false, mentre nel 53% dei casi il chatbot ha fornito risposte vaghe o inutili alle domande di attualità.
Questi dati sollevano dubbi su quanto DeepSeek possa effettivamente competere con i modelli più avanzati sviluppati negli Stati Uniti, ma la vera questione per Washington è un’altra: se l’azienda abbia avuto accesso ai chip più avanzati di NVIDIA nonostante il divieto.
L’indagine del governo USA
La Casa Bianca e l’FBI hanno avviato un’indagine per stabilire se DeepSeek abbia usato intermediari nel sud-est asiatico per bypassare le restrizioni sui semiconduttori AI di NVIDIA. Dal canto suo, l’azienda californiana ha dichiarato che i suoi partner commerciali devono rispettare le leggi, e che al momento non ci sono prove dirette di una violazione.
Howard Lutnick, nominato da Donald Trump per guidare il Dipartimento del Commercio, ha dichiarato che DeepSeek è libera di competere con le aziende statunitensi, ma che non dovrebbe farlo usando la tecnologia sviluppata dagli Stati Uniti stessi. “Se vogliono sfidarci, devono smettere di usare i nostri strumenti”, ha affermato Lutnick.
DeepSeek ammette l’uso di chip NVIDIA
DeepSeek non ha negato di aver utilizzato chip NVIDIA: l’azienda ha ammesso di aver impiegato 2.048 GPU H800per l’addestramento del suo modello V3, mentre il modello R1 potrebbe aver richiesto hardware ancora più avanzato. Tuttavia, le GPU H800 sono state vendute in Cina prima dell’entrata in vigore delle restrizioni, il che lascia aperta la questione su come l’azienda abbia potuto accedere a componenti più recenti.
L’indagine statunitense potrebbe portare a nuove restrizioni sulle esportazioni di tecnologia AI, mentre DeepSeek continua la sua crescita, cercando di competere con i giganti occidentali dell’intelligenza artificiale.

