sabato, Aprile 5, 2025

Trump e i leader della Silicon Valley: un incontro tra politica e tecnologia

di Ilenia Violante
Trump

Il 20 gennaio, il presidente eletto Donald Trump presterà giuramento davanti al Campidoglio. Il motivo? Dare formalmente inizio al suo mandato. Tra gli ospiti della cerimonia, vi sono i nomi più influenti del settore tecnologico. Tra cui Jeff Bezos di Amazon, Mark Zuckerberg di Meta, Elon Musk e Tim Cook, CEO di Apple. La presenza di Cook, confermata da fonti anonime, segna un cambiamento importante nel rapporto tra la Silicon Valley e Trump. In particolare dopo le tensioni che avevano caratterizzato il primo mandato dell’ex presidente.

Apple e Trump: tra cooperazione e divergenze

L’evento inizierà con il giuramento del vicepresidente JD Vance, seguito da quello del presidente eletto. Il quale terrà il tradizionale discorso inaugurale. La partecipazione dei leader tecnologici non è però solo simbolica. Al contrario, rappresenta un segnale di avvicinamento tra il mondo politico e uno dei settori più strategici per l’economia americana. In passato, i rapporti tra Trump e la Silicon Valley erano stati complessi. Con frequenti divergenze su temi chiave come privacy e regolamentazione tecnologica.

Tim Cook, in particolare, si è distinto per un approccio pragmatico. Durante il primo mandato di Trump, il CEO di Apple aveva ottenuto esenzioni tariffarie grazie a un rapporto diretto con il presidente. Evitando così pesanti dazi sui prodotti importati. Oggi, quindi, con una nuova amministrazione pronta a partire, Apple punta a mantenere condizioni favorevoli per il suo business. La minaccia di nuovi dazi e le normative sempre più stringenti imposte dall’UE sull’App Store sono questioni fondamentali per l’azienda.
Il dialogo però non è stato sempre semplice. Trump ha spesso accusato Apple di non collaborare sufficientemente con le forze dell’ordine. Criticandola per la sua politica di tutela della privacy. L’azienda, dal canto suo, ha difeso con fermezza la necessità di proteggere i dati degli utenti, rifiutandosi di creare backdoor nei suoi sistemi. La presenza di Cook alla cerimonia riflette dunque la volontà di trovare un equilibrio tra esigenze politiche e strategie aziendali. Con Trump che intende rafforzare i legami con l’industria tecnologica, la SiliconValley si prepara a giocare un ruolo fondamentale nella nuova amministrazione.

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