Volvo non abbandonerà del tutto i motori tradizionali entro il 2030. Inizialmente questo era l’obiettivo ma ora è stato rivisto completamente dopo alcune considerazioni importanti. La strategia della casa svedese si evolve di conseguenza. Entro quella data, solo il 90-100% delle vendite sarà composto da veicoli elettrici o plug-in hybrid, lasciando spazio, seppur ridotto, ai mild hybrid, che potrebbero rappresentare fino al 10% delle immatricolazioni.
Cosa ha spinto Volvo a rallentare la transizione? Jim Rowan, presidente e CEO di Volvo Cars, ha spiegato le motivazioni durante un incontro a Göteborg. Le loro hanno dipeso dalla volubilità del mercato e dai risultati avuti in questo periodo. Il riferimento va soprattutto al Sud Europa, dove molti clienti non sono ancora pronti a passare completamente all’elettrico. Perché? Pare non ne siano ancora convinti per varie ragioni. Un rallentamento della rivoluzione elettrica, quindi, dettato da esigenze di mercato e di crescita, che spinge Volvo a mantenere una gamma più flessibile. Puntare sull’ibrido sembra dunque la giusta scelta.
Volvo investe maggiormente nei motori mild hybrid
In questo scenario, la tecnologia ibrida continua a giocare un ruolo chiave. Rowan ha ribadito l’importanza degli investimenti nei motori mild e plug-in, ritenuti fondamentali per la crescita del marchio. Al contrario, Volvo non intende puntare sulle soluzioni “di mezzo”, come le full hybrid, giudicate meno strategiche.
Nonostante la svolta più cauta, la spinta verso l’elettrificazione rimane centrale. Nel secondo trimestre di quest’anno, infatti, le auto elettriche hanno rappresentato il 26% delle vendite globali di Volvo, un dato significativo, soprattutto se comparato a quello dei concorrenti. Se si considerano anche le ibride plug-in, la quota raggiunge il 48%.
Volvo non rallenta nemmeno sul fronte dei nuovi modelli. Per il prossimo anno è previsto il debutto della ES90, una nuova ammiraglia elettrica. Presto inoltre potrebbe essere svelata la EX60, una nuova crossover elettrica dalle dimensioni piuttosto ridotte. La casa svedese riuscirà a mantenere il suo impegno verso un futuro più sostenibile, adattandosi alle esigenze dei mercati globali? Ai clienti va l’ultima parola.
