Everest, la zona della morte dove accadono cose pazzesche e spaventose al corpo umano

La montagna più alta di tutte, la vetta del mondo, quella dalla quale è possibile sentirsi i più alti di tutti: stiamo chiaramente parlando dell’Everest, Monte appartenente alla catena dell’Himalaya che tutti gli appassionati sognano di scalare un giorno. Bisogna però essere sicuri di voler compiere tale impresa, dal momento che bisogna essere in possesso di determinate competenze e soprattutto di una buona dose di coraggio.

Bisogna infatti precisare che il corpo degli esseri umani si è evoluto nel corso dei millenni per riuscire a vivere ad una certa altitudine. Chiaramente il posto in cui l’uomo vive meglio è quello dove i livelli di ossigeno risultano essere adeguati per il cervello ma soprattutto per i polmoni. Scalare una montagna come l’Everest, alta oltre 8000 metri, potrebbe comportare non pochi problemi da questo punto di vista. C’è infatti una zona oltre la quale si rischia veramente la vita, la quale parte una volta raggiunti gli 8.000 metri, dopo i quali ricordiamo che ci sono circa 850 m ancora per raggiungere la vetta. Proprio in quel segmento l’uomo rischia di lasciarci le penne, ed è per questo motivo che quella zona viene chiamata “Zona della morte“.

 

Everest e la zona della morte, ecco cosa succede al corpo umano

Bisogna sapere che quando la quantità di ossigeno nel sangue scende sotto un livello ben preciso, la frequenza cardiaca può aumentare fino a 140 battiti per minuto. Questo aumenta ovviamente il rischio di infarto.

A determinate altezze il corpo umano comincia a produrre più emoglobina in modo da compensare la carenza di ossigeno, ma in questo modo potrebbe addensarsi il sangue. Da qui ne deriva l’aumento del rischio di ictus o l’accumulo del liquido nei polmoni.

La sensazione è quella di soffocare durante la notte, di essere deboli e quella di avere una tosse persistente. Un grande rischio e poi quello dell’ipossia, ovvero la mancanza adeguata della circolazione dell’ossigeno all’interno del cervello. Questo secondo alcuni scalatori esperti potrebbe portare addirittura al delirio. Inoltre bisogna coprirsi molto molto bene per non congelare all’istante, visto che alcune parti del corpo potrebbero entrare in cancrena ed essere irrecuperabili.

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Felice Galluccio
Appassionato di tecnologia ed elettronica in generale così come dello sport. Scrivere mi migliora la giornata, questo è il lavoro che amo! Never stop learning!