In uno degli ultimi capitoli di Star Trek, ambientato all’inizio del 25° secolo, Agnes Jurati in una scena è intenta a ripristinare le comunicazioni tra i personaggi principali utilizzando quello che possiamo presumere sia un classico oggetto di scena. L’oggetto misterioso sembra proprio un Samsung Galaxy Z Fold.

Scene di questo tipo durano talmente poco che diventa anche complicato individuare con esattezza ogni singolo oggetto di scena e identificarne quelli più nascosti. Tuttavia, quasi senza alcun dubbio, in questa scena citata poco fa uno dei protagonisti è proprio il Galaxy Z Fold, uno dei dispositivi pieghevoli realizzati da Samsung. L’oggetto ritratto ricorda molto la seconda o/e la terza versione del dispositivo, ma al momento non ci sono conferme.

Samsung Galaxy Z Fold: il dispositivo pieghevole che appare persino in Star Trek

Come facciamo a sapere se il dispositivo mostrato è effettivamente un telefono pieghevole e non un piccolo tablet? Oltre alla custodia spessa è possibile intravedere, anche abbastanza chiaramente, una linea nella parte centrale del display. La linea in questione si allinea esattamente con il punto in cui si troverebbe il cardine di un Galaxy Z Fold. Per quanto riguarda la certezza che sia un dispositivo Samsung, questo capitolo di Star Trek è stato girato in California, dove l’unica grande azienda che vende dispositivi pieghevoli – oltre a Samsung – è Motorola. Il dispositivo ritratto non ricorda minimamente un Razr, quindi per esclusione rimane solo un’azienda.

All’inizio è facile pensare che un telefono Samsung pieghevole possa rappresentare un oggetto datato in una scena ambientata nel 25° secolo, quindi nel futuro. Probabilmente nessuno smartphone pieghevole potrebbe mai essere abbastanza futuristico come il Galaxy Z Fold da guadagnare un posto in Star Trek. Tuttavia, senza rovinare il contesto della scena per chi preferirebbe evitare spoiler, le intenzioni nell’utilizzare proprio quel dispositivo in quella scena sembrano avere un caso d’uso ben preciso che non lascia spazio ad alcun dubbio.

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Procrastinatrice cronica e allo stesso tempo perfezionista. Innamorata perdutamente delle scienze umanistiche. Nel 2017 ho iniziato a lavorare per Tecnoandroid, riscoprendo e consolidando anche la passione per la tecnologia.