Aumenti benzina: prezzi rigonfiati, l'ira di Massimiliano Dona contro le rimodulazioni

Il presidente Carlo Rienzi non ci vede dalla rabbia e attacca: Aumenti benzina che si traducono in una vera e propria stangata per le tasche dei consumatori. I rincari alla pompa si traducono infatti in una maggiore spesa, solo per i rifornimenti di carburante, pari a +312 euro annui a famiglia”.

“Prosegue, anche se a rilento, la risalita del prezzo della benzina che, arrivando a 1,657 euro al litro, raggiunge il record dal 22 ottobre 2018 quando toccò i 1,661 euro, ossia oltre 2 anni e 8 mesi fa. Mentre il gasolio, pur se stabile a 1,510 euro, è ai valori massimi dal 3 giugno 2019, quando si attestò a 1.514 euro al litro, due anni e 2 mesi fa”, denuncia invece Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Aumenti benzina: i rincari preoccupano il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori

“Dall’inizio dell’anno, dalla rilevazione del 4 gennaio, in 7 mesi, un pieno da 50 litri è aumentato di 10 euro e 80 cent per la benzina e di 9 euro e 55 cent per il gasolio, con un rincaro, rispettivamente, del 15% e del 14,5%. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 259 euro all’anno per la benzina e 229 euro per il gasolio prosegue Dona.

“In un anno esatto, dalla rilevazione del 10 agosto 2020, quando la benzina era pari a 1.398 euro al litro e il gasolio a 1.284 euro al litro, un pieno da 50 litri costa 12 euro e 99 cent in più per la benzina e 11 euro e 28 cent in più per il gasolio, con un rialzo, rispettivamente, del 18,6% e del 17,6%. Un rincaro che equivale, su base annua, a una scoppola record pari a 312 euro all’anno per la benzina e a 271 euro per il gasolio” conclude Dona.