Falla 4G: un problema sulla rete potrebbe mettere in pericolo milioni di utenti

Nonostante tutti credono che le cose vadano nel verso giusto per quanto riguarda la rete 4G, potrebbero esserci dei problemi molto gravi. Ci sarebbe infatti una falla all’interno del famoso standard di rete che potrebbe comportare grossi problemi per gli utenti. A lanciare l’allarme ci hanno pensato gli operatori di Alter Attack:

 

Falla 4G: gli operatori di Alter Attack lanciano l’allarme

Queste le risposte in merito alla questione da parte degli operatori di Alter Attack:

“Abbiamo condotto gli attacchi in una configurazione sperimentale nel nostro laboratorio dotato di hardware speciali in un ambiente controllato. Questi requisiti sono, al momento, difficili da soddisfare nelle reti LTE reali. Tuttavia, con un po’ di impegno ingegneristico, i nostri attacchi possono essere eseguiti anche in natura”.

Un altro aspetto fondamentale potrà essere il capire cosa può accadere se un utente diventa vittima della falla 4G. Ancora una volta, in modo esaustivo, i ricercatori hanno dato la loro risposta: “Presentiamo tre attacchi individuali: per mappare le identità degli utenti nella cella radio, per sapere a quali siti web ha avuto accesso un utente e per eseguire un attacco di alterazione (ad esempio sul traffico DNS) che può essere utilizzato per reindirizzare e quindi dirottare le connessioni di rete“.

Tutti inoltre potremmo essere vittime di questo grande attacco:

Potrebbe capitare a tutti? “In teoria sì, ma aspettati che lo sforzo sia elevato. Le vittime più probabili di tali attacchi mirati in pratica sono persone di particolare interesse (ad esempio politici, giornalisti, ecc.)“. Quindi è vero che la nostra privacy non è al sicuro, ma è altrettanto certo che realizzare un attacco simile richiede un dispendio di energia e denaro non indifferenti.

Le autorità sanno che potrebbe accadere una cosa del genere? “Abbiamo informato le istituzioni competenti come la GSM Association (GSMA), il 3rd Generation Partnership Project (3GPP) e le compagnie telefoniche in un processo di divulgazione responsabile prima di pubblicare questo lavoro“.