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Cavo Ethernet difettoso: il colpevole nascosto della rete lenta

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Capita a molti di dare la colpa all’operatore quando la navigazione rallenta, senza sospettare che il vero responsabile possa essere un banale cavo Ethernet difettoso. Sembra assurdo, eppure succede più spesso di quanto si immagini, perché finché il computer resta connesso a internet nessuno pensa di mettere sotto accusa quel pezzo di plastica infilato dietro la scrivania. La logica è semplice ma sbagliata, dato che un cavo malandato può tenere viva la connessione e allo stesso tempo tagliare a metà la velocità disponibile.

Lo scenario tipico è quello di una scheda di rete inchiodata a 100 Mbps invece dei 1000 Mbps teorici, con l’aggravante che quasi nessuno va mai a controllare quel numero. Bastano una manciata di secondi per scoprirlo e si evitano ore passate a smanettare inutilmente tra driver, impostazioni e telefonate al supporto tecnico.

Come scoprire se il collo di bottiglia è la velocità negoziata

Su Windows il percorso è breve: Impostazioni, poi Rete e Internet, quindi Ethernet. Espandendo la scheda di rete attiva compare la voce “Aggregated link speed (Receive/Transmit)”. Se al posto di 1000 Mbps compare 100 Mbps, il colpevole è stato individuato. Quel valore indica la velocità negoziata tra computer e router, e finché resta bloccato lì nemmeno un abbonamento da 500 Mbps riuscirà a esprimersi su quella macchina, per quanto buona sia la fibra installata in casa.

Il motivo tecnico è tutt’altro che misterioso. Il Gigabit Ethernet, ovvero lo standard 1000BASE-T, ha bisogno di tutte e quattro le coppie di fili intrecciati contenute nel cavo, mentre il vecchio 100BASE-TX da 100 Mbps se la cava con due sole coppie. Basta quindi che una singola coppia sia danneggiata o faccia contatto male perché il collegamento a 1 Gbps non venga mai stabilito, lasciando però intatte le due coppie necessarie per i 100 Mbps. Il risultato è un cavo che sembra funzionare benissimo, perché in effetti funziona, ma che nel frattempo frena tutto il resto.

La sequenza di test da seguire prima di accusare il cavo

Prima di buttare via tutto conviene però escludere le altre variabili in gioco. Anche le porte Ethernet del computer e del router possono generare lo stesso identico sintomo, magari per un contatto interno rovinato o un danno fisico non visibile a occhio nudo. Discorso simile per i router più datati, quelli con porte LAN limitate a 100 Mbps per costruzione, che riportano al punto di partenza. La procedura di diagnosi più sensata parte dalla cosa più economica e rapida da provare.

Primo passo, sostituire il cavo con un altro Cat5e o Cat6. Se la link speed risale a 1000 Mbps, il problema era proprio quello e la questione si chiude lì. Se invece non cambia nulla, vale la pena spostare il cavo su un’altra porta LAN del router. Qualora anche questo tentativo fallisse, l’indiziato principale diventa la porta Ethernet integrata nella scheda madre del computer. In quel caso un adattatore USB to Ethernet Gigabit risolve la faccenda aggirando completamente la porta guasta.

Sui cavi in sé, poi, c’è una convinzione diffusa da ridimensionare. La categoria conta, ma meno di quanto si creda. Un Cat5e regge senza problemi il Gigabit fino a 100 metri di distanza, mentre il Cat6 offre margine in più per le velocità multi gigabit. Il nemico vero non è la sigla stampata sulla guaina, sono le condizioni fisiche del cavo: piegature brusche, schiacciamenti sotto un mobile pesante, un connettore con la linguetta spezzata che non fa più pressione sui contatti. Tutte cose che degradano le prestazioni pur lasciando il cavo apparentemente integro.

Saltare la verifica della link speed significa rischiare di perdere tempo a reinstallare driver, ritoccare le impostazioni QoS del router o chiamare l’operatore per un guaio che si risolve con una spesa di pochi euro.

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