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Formiche, una supercolonia di 6.000 km unisce Italia e penisola iberica

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Una supercolonia di formiche lunga circa 6.000 chilometri corre lungo l’Europa meridionale e tocca anche l’Italia, precisamente la Liguria, per poi allungarsi fino alla costa atlantica. Miliardi di insetti che invece di combattersi tra loro cooperano, come se fossero un unico organismo diffuso su un territorio enorme. E il risultato, per gli ecosistemi che incontrano lungo il cammino, non è affatto piacevole.

Il punto di partenza è quasi poetico, a suo modo. Un formicaio piazzato sulla Riviera di Ponente, in Liguria, e un altro nascosto tra la vegetazione della costa atlantica spagnola condividono qualcosa di impercettibile per noi umani. Le due colonie hanno lo stesso “odore di famiglia”. Si tratta di un codice fatto di sostanze chimiche, invisibile agli occhi ma decisivo per questi insetti, che permette loro di riconoscersi come parenti anche a migliaia di chilometri di distanza.

Come funziona questa rete continua di insetti

Il concetto è tanto semplice quanto sorprendente. Tra le due sponde, quella italiana e quella iberica, corre una striscia continua di seimila chilometri che attraversa l’Italia settentrionale, il sud della Francia, la Spagna e il Portogallo. Non colonie separate che si tollerano a vicenda, ma una rete unica in cui le formiche non si aggrediscono mai tra loro. È come avere un unico grande formicaio steso su mezza Europa.

Questa mancanza di conflitti interni è proprio ciò che rende la supercolonia così temibile. Le formiche che ne fanno parte non sprecano energie a difendersi le une dalle altre, e possono così concentrare tutte le loro forze verso l’esterno. Il che, tradotto in pratica, significa spingere via chiunque provi a contendere loro spazio e risorse.

Le vere vittime di tutto questo sono le specie native. Miliardi di questi insetti, muovendosi in modo coordinato lungo l’intera striscia, finiscono per spazzare via le formiche locali che abitavano quei territori da sempre. Non c’è battaglia campale, non c’è scontro epico. Semplicemente le colonie autoctone vengono soffocate, ridotte, cancellate dalla presenza schiacciante di questa rete continua.

Quello che colpisce è la coordinazione. Un formicaio in Liguria e uno in Portogallo, separati da nazioni, montagne, fiumi e città, appartengono alla stessa famiglia chimica. E questa firma odorosa condivisa è il collante invisibile che tiene insieme l’intera struttura, permettendo a insetti che non si incontreranno mai fisicamente di comportarsi come se fossero fratelli.

L’Italia settentrionale rappresenta uno dei punti di passaggio di questa lunghissima catena, che dalla Liguria si allunga verso ovest attraverso il sud della Francia fino ad arrivare alle coste atlantiche di Spagna e Portogallo. Un tragitto che disegna, sulla mappa del Mediterraneo occidentale, una linea quasi continua di attività di questi insetti.

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