NASA

È di qualche giorno fa la notizia che la NASA aveva intrapreso una simulazione di impatto tra un asteroide e la Terra. L’obbiettivo era quello di scongiurare qualsiasi danno irreversibile e soprattutto capire come gestire una situazione di emergenza portando a casa un buon risultato e salvando più vite umane possibili. Purtroppo pare non sia andata molto bene. Il risultato? L’umanità farebbe una brutta fine se si dovesse affrontare una tale situazione. Non come una fine del mondo, ma quasi. Ecco tutti i dettagli che spiegano i motivi per cui sarebbe difficile scongiurare il peggio.

 

Missione fallita: la NASA non ha salvato l’umanità

Missione fallita, la NASA in un arco temporale di sei mesi non è stata in grado di deviare l’asteroide che ha così colpito la Terra. L’impatto si è portato via metà Europa. Insomma uno scenario poco piacevole che potrebbe far nascere serie preoccupazioni a molte persone.

È questo l’esito di una simulazione di impatto di un asteroide contro la Terra svoltasi diversi giorni fa nel centro della NASA. Perché questo fallimento? Ce lo hanno spiegato gli scienziati impegnati in questa missione. Primo fra tutti il tempo: non esistono tecnologie tali da permettere in soli sei mesi di deviare o distruggere un asteroide in rotta di collisione con il nostro pianeta. Secondo, far evacuare un intero continente non è affar semplice. Si tratta, secondo i dati aggiornati a inizio 2021, di quasi 750 milioni di abitanti solo in Europa. Dove dovrebbe metterli tutti la NASA?

Infine un terzo elemento fondamentale è la previsione. Per la NASA è importante individuare con largo anticipo un asteroide potenzialmente pericoloso. Quello che ha sfiorato la Terra a marzo era da più di dieci anni sotto osservazione. Purtroppo però qualcuno viene perso o addirittura mai individuato. Quindi se malauguratamente uno di questi dovesse essere in traiettoria contro il nostro Pianeta, al momento dell’avvistamento non ci sarebbero i tempi tecnici per scongiurare l’impatto.

 

Qualcosa di positivo però c’è sempre

Ad ogni modo e nonostante tutto qualcosa di positivo c’è sempre. Lo ha evidenziato in comunicato stampa Lindley Johnson, ufficiale della NASA Planetary Defense.

Ogni volta che partecipiamo a un esercizio di questa natura, impariamo di più su chi sono gli attori chiave in un probabile evento disastroso e su chi ha bisogno di sapere quali informazioni e quando. Questi esercizi alla fine aiutano la comunità della difesa planetaria a comunicare tra loro e con i governi, per garantire un coordinamento su più fronti nel caso in cui, in futuro, venisse identificata una potenziale minaccia da impatto“.

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