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In queste ore è arrivata l’ufficialità che Intel Corp dovrà pagare una penale da 2.18 miliardi di dollari dopo la sentenza del Giudice Federale del Texas. VLSI Technology ha accusato il chipmaker di aver infranto dei brevetti regolarmente depositati e registrati.

La sentenza è stata emessa martedì scorso con la relativa condanna. Secondo Reuters che ha confermato la notizia, si tratta di una delle cause per violazione di brevetti e proprietà industriale più grandi mai verificatesi negli Stati Uniti.

In particolare, le violazioni contestate a Intel sono due per due brevetti diversi. La prima è da 675 milioni di dollari per l’uso improprio di una proprietà industriale depositata da VLSI Technology. La seconda invece è da 1.5 miliardi di dollari per tutti i danni causati alla società concorrente e per l’utilizzo di un secondo brevetto.

Intel perde una causa storica sulla violazione dei brevetti

Michael Stolarski, Amministratore Delegato di VLSI Technology, ha accolto la sentenza in maniera positiva. In una dichiarazione rilasciata dopo lo storico risultato si può leggere che: “(il brand) è lieto che il Giudice abbia riconosciuto il valore dell’innovazione riflesso nei brevetti e siamo estremamente felici per il verdetto“.

Non è della stessa opinione Intel, il chipmaker infatti ha dichiarato che ricorrerà in appello sperando in un ribaltamento della sentenza. Gli effetti del processo si sono fatti sentire anche sul valore del titolo che ha chiuso la giornata con un calo del 2.6%. La pena da 2.18 miliardi di dollari inoltre ha un peso specifico molto alto per l’azienda.

Se si considerano i profitti realizzati da Intel nell’ultimo trimestre del 2020, la sentenza andrà ad erodere circa la metà di quanto guadagnato dall’azienda. Nonostante il settore dei chip sia florido, la concorrenza si sta facendo sempre più agguerrita e Intel deve fronteggiare sempre nuovi competitor.