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A breve scadranno le disposizioni sino ad ora vigenti in materia di Covid e sarà necessario emanare nuove direttive che siano coerenti con la situazione attuale. Cresce infatti la preoccupazione per la variante inglese del Sars-CoV-2, che apparirebbe più aggressiva e sembrerebbe già essersi diffusa in larga parte della popolazione colpita dal virus: circa il 30% del totale dei casi Covid è causato dal ceppo mutato.

Per questo motivo, è necessario agire in fretta: il tempo stringe e si dovranno operare scelte complesse circa le eventuali riaperture o il mantenimento dei fermi attualmente in vigore.

Nelle scorse ore il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha incontrato i Ministri per decidere il da farsi con l’aiuto degli esperti Silvio Brusaferro, Agostino Miozzo e Franco Locatelli. La linea da tenere potrebbe ancora una volta corrispondere con la via della massima prudenza, anche in vista delle prossime festività Pasquali. Si prevede infatti che entro metà marzo la variante inglese diverrà predominante rispetto agli altri ceppi del Covid e pertanto è necessario mantenere alta la guardia, probabilmente scegliendo di preservare le attuali restrizioni.

Covid, la variante inglese impone ancora prudenza: ecco le probabili nuove direttive per le prossime settimane

Sotto la lente d’ingrandimento si trovano in particolare le riaperture degli impianti sciistici, delle palestre e dei cinema, che potrebbero offrire occasioni di contagio indesiderate. Come ribadito dal Comitato tecnico-scientifico, gli assembramenti in questi luoghi rischierebbero di causare la creazione di piccoli focolai.

Nel frattempo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha posto la propria firma sul decreto riguardante “ulteriori disposizioni urgenti in materia di spostamenti sul territorio nazionale per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19″. Quest’ultimo probabilmente prevedrà come preannunciato la proroga del divieto di spostamento fra regioni di un ulteriore mese, se non per le situazioni di assoluta emergenza, motivi di lavoro e salute. Dovrebbero restare in vigore le deroghe per i congiunti.

Oggi alle 13.30 il ministro Speranza presenterà al Senato il risultato degli incontri tenutisi nella giornata di ieri sulle nuove disposizioni.