Conto Corrente: meglio non lasciare troppi soldi sul conto, ecco perché

L’Italia è riconosciuta per le sue doti nel risparmio. Secondo i dati raccolti dalla Banca d’Italia infatti, la liquidità accantonata in Italia sui conti è di 1.371 miliardi di euro. I soldi risparmiati però, allo stesso tempo non devono essere conservati nel conto corrente per una serie di motivi che ora vi mostreremo.

Conto Corrente: i rischi

Rendimento vicino allo zero o comunque inferiore all’inflazione

Nel caso in cui il denaro depositato nel conto corrente non ha un rendimento positivo si arriverà ad un rendimento reale negativo. Pertanto con il valore nominale si potranno acquistare una minore quantità di beni, per via del rendimento.

Per un conto gratuito il deposito non deve superare i 5mila euro. In caso di valori superiori infatti si dovranno pagare dei costi, come l’imposta di bollo.

Rischio di una tassa patrimoniale

causata dal periodo di crisi economica che stiamo affrontando.

Inflazione.

Il rendimento medio di un conto corrente è dello 0,4%, ma da diverso tempo alcune banche hanno iniziato a far pagare ai correntisti la giacenza della liquidità. Stando alla cresciuta dell’1,2%, la perdita del valore è stata dello 0,8%. In tal caso significa che, lasciando il proprio denaro nel conto, si andrà incontro ad una perdita d’acquisto e del conseguente 20% del valore del denaro depositato nel conto corrente.

Pignoramento del fisco

L’Agenzia delle Entrate potrà chiedere il pignoramento, quindi bloccare il conto corrente del soggetto debitore, fino a quando questo non salderà il debito.

A questo punto sorge una domanda: quanti soldi è meglio tenere nel conto corrente? Il valore più opportuno è pari ai 3/5 delle spese mensili e comunque mai per valori superiori ai 5mila euro.