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Qualche giorno fa, ha fatto il giro del mondo la notizia di un tentativo di attacco hacker a una rete idrica, in cui un aggressore ha cercato di contaminare le acque con una sostanza nociva. A seguito dei necessari accertamenti sono emerse diverse criticità in termini di sicurezza informatica.

Ecco quanto è successo

Secondo quanto riportato da Engadget e Associated Press, l’hacker che era riuscito brevemente, prima del tempestivo intervento di un supervisore, ad aumentare la quantità di idrossido di sodio non avrebbe effettivamente utilizzato una sorta di sofisticato sistema per violare l’acqua sistema. Tutto, infatti, sarebbe legato all’utilizzo in quest’ultimo di vecchi PC con sistema operativo Windows 7 e password condivise. Inoltre, a quanto pare non è stato installato alcun firewall.

L’hacker ha utilizzato il noto programma TeamViewer, che ti consente di controllare a distanza i computer, per cercare di implementare l’operazione illegale. Per essere chiari, a quanto pare il supervisore dell’impianto avrebbe visto “il puntatore del mouse muoversi sullo schermo”. Insomma, per fortuna qualcuno ha notato in poco tempo la situazione ed è corso ai ripari, ma da queste analisi sono emerse tutte le criticità in termini di sicurezza degli impianti.

Ti ricordiamo che Windows 7 non è più supportato da Microsoft dall’inizio del 2020. A fine dicembre 2019, Windows 7 restava ancora il secondo più utilizzato al mondo con il 26,6% delle quote di mercato. Pensare che Windows 10 era leader con il 54,6% ma il “sorpasso” su Windows 7 si è registrato solo tra novembre e dicembre 2018 (fonte: NetmarketShare, Netapplications).

Per i professionisti e le aziende che utilizzano molte workstation Windows 7, passare a Windows 10 è di fatto obbligatorio.