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I raggi X sono una tecnologia quasi scontata per il mondo occidentale, ma l’Organizzazione mondiale della sanità ritiene che quasi i due terzi della popolazione mondiale non abbiano un accesso affidabile alla diagnostica per immagini.

Il solo costo delle apparecchiature è proibitivo in molti paesi in via di sviluppo, così come il costo di manutenzione e alimentazione del comparto hardware, che può ammontare a diversi milioni di dollari.

Nanox, il letto per i raggi X ispirato a Star Trek è realtà

Nanox afferma che la sua macchina a raggi X “digitale”, un letto ispirato a Star Trek chiamato Nanox Arc, è più economica da usare, più facile da mantenere e non richiede una installazione complicata.

Nanox Arc è dotato di sei tubi a raggi X indipendenti che possono essere utilizzati a diverse ampiezze, il che potrebbe facilitare l’individuazione di piccole lesioni e tumori. Questi tubi sono la vera innovazione di Nanox; dei cilindri da 10 centimetri che utilizzano la tecnologia a “catodo freddo“.

I tradizionali raggi X a “catodo caldo” funzionano facendo passare una corrente elettrica attraverso un filamento, che si riscalda. Il filamento spara elettroni verso un anodo e, quando si scontrano, vengono rilasciati fotoni ad alta energia (raggi X). Uno degli svantaggi di questa tecnologia è che il riscaldamento del filamento richiede molta energia e tempo, e il tubo richiede una sostituzione regolare.

Un sestetto di questi tubi si trova all’interno dell’anello, mentre un letto meccanico trascina i pazienti attraverso di esso, consentendo alla macchina di effettuare una scansione di tutto il corpo. Nanox afferma che il sistema potrebbe offrire allo stesso tempo raggi X scheletrici e scansioni di tomografia computerizzata (TC). Dopo un minuto di elaborazione, i dati vengono utilizzati per creare un modello 3D del corpo di una persona, consentendo ai professionisti di vedere sia i tessuti molli che lo scheletro.

Nanox intende portare i suoi prodotti in aree sottoservite. Anche il modello di business è leggermente diverso. Non venderà i propri letti, che dovrebbero costare circa 14.000 dollari (uno scanner CT tradizionale costa circa 300.000 dollari). Piuttosto, li “presterà” alle cliniche interessate e addebiterà una quota (14 dollari) per ogni scansione eseguita. Tale tariffa coprirebbe anche l’archiviazione su cloud e la possibilità di utilizzare un servizio di analisi medica AI.