Quello delle microtransazioni è un mercato estremamente redditizio. Solo lo scorso anno, i pacchetti FUT di FIFA hanno generato oltre 1,3 miliardi di dollari di entrate nette, anche se l’approccio di EA alle microtransazioni è stato alquanto controverso.

I pacchetti FUT corrispondono alla meccanica del loot box ed includono una selezione casuale di calciatori che i giocatori possono aggiungere alla propria squadra per sfidare gli altri utenti online. Questo meccanismo ha generato delle forti accuse, sostenendo che i pacchetti FUT costituiscano in realtà un sistema pay-to-win e che siano una forma di gioco d’azzardo. Secondo Electronic Arts i suoi pacchetti FUT non infrangono le leggi sul gioco d’azzardo, ma ciò non ha convito l’autorità olandese che ha deciso di multare l’azienda di 10 milioni di euro.

Ma qualcosa sta per cambiare, o almeno così sembra. Stando a quanto riferito da alcune fonti, FIFA 21 consentirà ai giocatori di fissare limiti alla quantità di valuta virtuale che possono acquistare.

FIFA 21 porrà un limite alle microtransazioni in-game

Ciò dovrebbe avvenire per mezzo della funzione chiamata Playtime. Secondo EA, Playtime è “una nuova suite di strumenti che consente ai giocatori di avere maggiore controllo e visibilità su come giocano” ed è accessibile attraverso varie modalità di gioco. In pratica, riferisce Eurogamer, Playtime consentirà ai giocatori o ai loro genitori di controllare quante partite di FIFA 21 possono giocare, la comunicazione con altri giocatori e, forse, cosa più importante, i limiti di valuta virtuale utilizzata per acquistare i pacchetti Ultimate Team.

Playtime dovrebbe permettere di porre limiti al numero di monete che si possono acquistare tramite il negozio in-game e alla quantità di pacchetti che si possono riscattare con quelle monete.