wifi gratisFino a poco tempo fa il WiFi era un lusso per pochi ma con l’avvento delle linee in Fibra Ottica e l’esigenza di porre l’Italia in pari con la media europea nel contesto della digitalizzazione le cose sono nettamente cambiate. Qualcuno è riuscito a connettersi gratis ad Internet usando gli hotspot aperti di amici, parenti e dei locali pubblici. Ma oggi l’azione innovativa della rete aperta a tutti si intensifica di pari passo ad un progetto stanziato dal Ministero per lo Sviluppo Economico.

Coordinato sul piano infrastrutturale dall’azione di Infratel S.p.A. l’ecosistema Piazza WiFi Italia sta convergendo in molti degli 8.500 Comuni del Bel Paese con l’intento di fornire connessione a costo zero ai clienti che al momento possono affidarsi soltanto a TIM, WindTre , Vodafone, MVNO ed Iliad. Con la nuova rete pubblica velocità, copertura e servizi non saranno più un problema. Scopriamo di più dopo gli ultimi sviluppi.

 

WiFi Gratis grazie al MISE: ecco dove è arrivato il nuovo progetto

Il decorso è iniziato dall’area di Amatrice per poi sfociare nelle aree con densità demografica inferiore ai 2.000 abitanti. Inizialmente si pensava potesse essere un progetto territorialmente limitato alle aree più disagiate del Paese, là dove il digital divide poteva rappresentare un importante divario tra gli abitanti. Eppure sono cambiate alcune cose dopo i nuovi investimenti che hanno aperto le porte a numerose altre amministrazioni.

Nel momento in cui riportiamo la notizia il WiFi Gratis arriva in oltre 300 Comuni oltre che in ospedali e pubbliche piazze incluse all’interno di una lunga lista completa di località incluse nel progetto. Qui si naviga con tutte le tacche ad una velocità massima di 30 Mbps che svincola gli utenti con smartphone e tablet dall’uso delle promo 4G.

Basta una semplice app gratuita per accedere alla rete veloce, libera e sicura. Gli utenti Android ed iOS registrano un account valido in tutta Italia ed accedono quindi al network senza limiti di tempo e di spazio. Oltre ai sopracitati Comuni altri 40 sono stati inseriti nell’elenco delle riserve e si dicono pronti all’implementazione in caso di rinuncia o nell’ipotesi in cui si preveda un incremento dei fondi disponibili.