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Durante la presentazione della settimana scorsa, Apple ha svelato al mondo la nuova versione del proprio sistema operativo macOS. Dopo la versione denominata Catalina (ispirata al nome dall’isola di Santa Catalina) si passa al nome Big Sur, zona costiera sempre situata in California.

Il primo elemento sui cui Apple si è concertata particolarmente è stato certamente il passaggio al supporto per il SoC ARM. Questa svolta epocale ha catturato l’attenzione di tutti, ma macOS Big Sur porta con se anche altre feature.

Tra tutte le novità introdotte da Apple, ce n’è una che riguarda il miglioramento della fase di update dei Mac. Il sistema gestirà in automatico tutta la fase di aggiornamento con una riduzione delle tempistiche necessarie a completare l’installazione.

Apple continua a stupire con macOS Big Sur

Al momento la preparazione degli update e l’installazione vera e propria viene effettuata all’avvio del dispositivo. Con macOS Big Sur invece, Apple ha spostato queste fasi in background. In questo modo, si vanno a completare in totale autonomia gran parte delle operazioni mentre si sta utilizzando il device. All’avvio del sistema, lo stesso effettua tutte le le operazioni rimanenti in maniera più rapida e soprattutto limitando il tempo necessario per l’installazione completa.

Tra le altre cose introdotte con macOS Big Sur, Apple ha citato anche l’arrivo di un volume di sistema con firma crittografica. Questo significa che il sistema è costantemente protetto da manomissioni. Il device Mac effettua rilevazioni continue per valutare il volume di sistema e permettere l’inizio dell’aggiornamento in tutta sicurezza mentre si sta lavorando.

Apple non ha comunicato più nello specifico il funzionamento del sistema di aggiornamento. Tuttavia, è possibile ipotizzare che la feature sia stata presa in prestito dall’ecosistema iOS, il che sarebbe anche conveniente per quanto riguarda la gestione del sistema.