Gemini Spark, l’agente di Google capace di lavorare in autonomia per tutto il giorno, anche quando smartphone e laptop sono spenti, ha iniziato finalmente a raggiungere gli abbonati. Presentato durante il Google I/O di inizio mese, questo strumento promette di occuparsi delle attività in background, senza che ci sia bisogno di restare incollati allo schermo. E adesso il rollout è partito davvero, almeno per una fetta ben precisa di utenti.
Chi può usare Gemini Spark e dove si trova
Per ora il debutto riguarda gli iscritti al piano Google AI Ultra negli Stati Uniti, quello che parte da circa 92 euro al mese e che si colloca tra le opzioni più ricche pensate per chi sfrutta l’intelligenza artificiale in modo intenso. Niente da fare, quindi, per gli abbonamenti più economici, almeno al momento.
Gli utenti americani con il piano AI Ultra possono già trovare Spark su Android, iOS e anche nella versione web. Sul browser l’agente compare nel pannello laterale, accanto alla scheda dedicata alla chat. Su mobile invece si piazza tra le ricerche e il riepilogo giornaliero, in una posizione facile da raggiungere.
La descrizione ufficiale sul sito di Gemini è abbastanza chiara. Lo strumento aiuta a gestire la propria vita digitale. Basta affidargli un compito e lui lavora in sottofondo 24 ore su 24, sette giorni su sette. Funziona in modo autonomo ma sempre sotto la guida dell’utente, che decide quando attivarlo. E prima di compiere azioni importanti, Spark chiede comunque conferma.
Come funziona davvero: Tasks, Skills e Schedules
Il cuore di Spark si divide in tre componenti. La prima si chiama Tasks e permette di mettere l’agente al lavoro collegandolo all’ecosistema di Google Workspace, quindi Gmail, Calendar, Documenti, Fogli e Presentazioni. Un esempio? Chiedergli di trovare e monitorare offerte di stage in design d’interni a New Orleans per l’estate.
Poi ci sono le Skills, ovvero le abilità che si possono costruire definendo con precisione come l’agente deve agire sulle cose fatte più spesso. In pratica si personalizza l’esperienza e si evita di ripetere gli stessi comandi all’infinito. Si può, per esempio, chiedere a Spark di leggere le ultime cinquanta email scritte e ricavarne una guida sul proprio stile di scrittura, trasformandola in una skill chiamata “ghostwriter” da richiamare ogni volta che serve preparare una mail.
Infine gli Schedules, pensati per automatizzare il carico di lavoro impostando attivazioni basate sul tempo o su condizioni specifiche. L’esempio classico è quello dell’assistente che ogni lunedì alle 9 del mattino scansiona la posta, riassume gli aggiornamenti più importanti della settimana, propone una lista di cose da fare in ordine di priorità e blocca pure qualche slot in calendario per il lavoro di concentrazione.
Google ha già fatto sapere che durante l’estate arriveranno nuove funzioni, comprese alcune piuttosto delicate. Tra queste, la possibilità per Spark di spendere denaro al posto dell’utente. E sempre nei prossimi mesi è atteso anche lo sbarco dell’agente sull’app desktop di Gemini, ampliando così i dispositivi su cui potrà essere usato.