Boeing 737 Max: la causa dei due incidenti che hanno ucciso oltre 300 persone

Le catastrofi aeree verificatesi negli ultimi anni hanno lasciato l’opinione pubblica molto turbata; con due incidenti distruttivi accaduti solo nel 2019, l’attenzione sugli aeromobili è andata via via ad amplificarsi posizionando nell’occhio del ciclone il modello 737 MAX di Boeing, colpevole di aver portato alla morte ben 346 persone.

A seguito dell’annuncio della stessa società di abbandonare la produzione di tali velivoli, ad oggi la situazione sembra essere mutata drasticamente attraverso lo stesso annuncio di Boeing che ha comunicato la ripresa della loro produzione.

Boeing: l’aereo 737 MAX torna in produzione destando preoccupazioni

I risvolti della pandemia da coronavirus stanno iniziando a farsi sentire: dopo mesi in cui il traffico aereo ha subito drastici stop, lo stesso settore annuncia un’imminente crisi.

Boeing che ha deciso di riprendere la produzione dei suoi velivoli più temuti non ne è rimasta immune: a seguito della prima comunicazione, anche una seconda è stata diramata rendendo noto che un taglio di 12.000 posti di lavoro interverrà presto, tra i quali se ne contano circa 7000 “non programmati” a causa del coronavirus.

L’impatto devastante della pandemia, così definito da Dave Calhoun (CEO della società), condurrà l’intera pianificazione della produzione ad un passo rallentato che, stando alle previsioni, consentirà alla Boeing di produrre circa 31 velivoli al mese fino al 2021.

Sebbene, dunque, il colosso abbia intrapreso questa decisione permane un dubbio: la Federal Avion Administration ha concesso l’autorizzazione atta a certificare la sicurezza dei velivoli? In merito a tale avvenimento non vi sono notizie confermate, si aspettano di conseguenza degli aggiornamenti a tal proposito.