fisco addio tasse

Il Decreto Rilancio appena annunciato dal Governo Conte ha definitivamente modificato il calendario delle scadenze fiscali per il 2020, così che alcune tasse per contribuenti e imprese saranno rinviate più avanti nell’anno se non si possono pagare. In prima istanza è stata procrastinata la finestra temporale per presentare il 730, per cui la denuncia dei redditi dei lavoratori dipendenti può slittare fino al 30 settembre 2020.

Chi invece presenterà il 730 entro il 30 giugno otterrà il rimborso previsto sulla busta paga di luglio, mentre chi deciderà di avvalersi del tempo in più riceverà quanto dovuto un paio di mesi dopo. Sospeso ogni pignoramento economico effettuato dalla Sezione Riscossioni dell’Agenzia delle Entrate fino al 31 agosto 2020, mentre la cartelle esattoriali in scadenza in questi giorni potranno essere saldate entro il 16 settembre. Tutte le notifiche che dovevano essere inviate in questi mesi ripartiranno altresì a settembre. 

 

Arrivederci tasse e scadenze: il fisco posticipa la riscossione

Mentre le scadenze delle rate per IMU e Tasi sono state confermate per la rabbia di alcuni utenti, con data di pagamento dell’acconto che rimane il 16 giugno prossimo e il saldo fissato al 16 dicembre, ci alcune buone notizie per gli imprenditori e le piccole e medie imprese.

Infatti, il Decreto Rilancio prevede lo stop al pagamento dell’Irap per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato, oppure per i lavoratori autonomi che hanno un corrispondente volume di ricavi. In seno al tavolo di governo è stato anche deciso che l’acconto IMU di giugno per gli alberghi e gli stabilimenti balneari sarà sospeso, a patto però che proprietario e gestore dell’attività siano la stessa persona.

Infine, i versamenti delle ritenute d’acconto, dell’IVA e dei contributi originalmente sospesi nei mesi tra marzo e maggio potranno essere effettuati dal prossimo 16 settembre. Si tratta di quei provvedimenti creati per le imprese che hanno subito cali di fatturato, che rientrano tra le filiere maggiormente colpite o che erano situate nelle province dichiarate zona rossa all’inizio della pandemia.