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L’ennesima bufala corre su Whatsapp, laddove circola in questi giorni un fantomatico decreto sulle intercettazioni telefoniche, dal nome CDMX, promette che tutte le conversazioni sulla piattaforma siano controllate dalle forze dell’ordine. Ma in realtà è l’ennesima bufala che purtroppo inonda chat e gruppi di tutti gli utenti.

Secondo il messaggio che circola, il provvedimento darebbe accesso alla Polizia Postale e delle Comunicazioni all’applicazione al fine di controllare i cittadini in tempo di quarantena da Coronavirus. Ma ovviamente, ripetiamo, non esiste alcun decreto legge con carattere d’urgenza al vaglio del Governo su questo argomento. Piuttosto è stato l’artificio di qualche malintenzionato che diffonde panico attraverso campagne di disinformazione via WhatsApp ma anche su altri social come Facebook e Twitter.

 

Whatsapp: decreto sulle intercettazioni, fate attenzione alla notizia

Nel messaggio virale si sostiene fortemente che una legge sulle intercettazioni telefoniche sia già inserita in un presunto provvedimento CDMX, sigla che tra l’altro si riferisce allo Stato del Messico.

Per dare credito alla sua diffusione, chi ha creato il falso messaggio ha legato all’argomento un articolo reale proveniente dalla agenzia di stampa AGI, cosa che rassicurerà la maggior parte degli utenti senza che vadano ad approfondire. In realtà anche questo presunto articolo che conferma l’imminente decreto legge è tutto falso: parla veramente d’intercettazioni telefoniche ma non menziona affatto quanto contenuto nel messaggio su Whatsapp.

La bufala dunque come fa a diffondersi se è architettata bene ma poggia su basi totalmente fasulle? Beh, fondamentale è la nostra ignoranza, o per meglio dire, il nostro analfabetismo funzionale. Infatti la maggior parte degli utenti non cliccherà sul link allegato del fantomatico articolo di AGI, ma si fiderà della fonte autorevole sostenuta dal messaggio così che poi lo condividano senza pensieri.