satelliti starlink spacex contro 5g

L’aveva promesso e si sta rivelando di parola. Elon Musk e la sua SpaceX hanno lanciato nell’orbita bassa della Terra il razzo Falcon 9 contenente altri 60 satelliti che vanno a rinfoltire la rete Starlink, creata per fornire una connessione internet globale dallo spazio in diretta concorrenza con il 5G. Come previsto dalla missione e dai tecnici SpaceX, il razzo partito dalla base di Cape Canaveral in Florida ha permesso che venisse recuperato con successo il primo modulo riutilizzabile per successive missioni.

La rete di satelliti è la terza volta che riceve un lancio dopo i due del 2019, e con questa missione gli Starlink attualmente in orbita salgono a 180. Ognuno di loro pesa circa 220 chilogrammi e pian piano formeranno una costellazione di piccoli ripetitori a banda larga che, secondo i piani di SpaceX, fornirà la connessione internet anche in luoghi ritenuti inaccessibili.

 

Il 5G ha un nuovo rivale direttamente dallo spazio e si chiama SpaceX

In una precedente uscita Elon Musk ha affermato che il percorso di costruzione della rete Starlink è ancora all’inizio, poiché ha stimato che ci sarà bisogno di almeno 400 satelliti in orbita per fornire una copertura accettabile e non meno di 800 per averne una di buon livello.

Per quanto riguarda la fornitura a terra, le prime nazioni a sperimentare la connessione di Musk dovrebbero essere Stati Uniti e Canada già quest’anno. Come detto, però, l’obiettivo di SpaceX è dare accesso a un internet ad alta velocità anche ad aree rurali o remote del mondo perché non sono mai state raggiunte dalla connessione via cavo.

Anche altri provider possono sfruttare la connessione via satellite per fornirla a terra, ma la loro orbita geostazionaria ben più alta di quella degli Starlink non consente un servizio di rete sufficiente. I satelliti di SpaceX, al contrario, operando nella cosiddetta orbita bassa, possono fornire una connessione veloce a un prezzo, si dice, accessibile.