Nel corso di quest’anno, un gruppo di parlamentari facenti capo al Movimento 5 Stelle ha depositato una proposta volta all’abolizione di una delle tasse più invise agli italiani: il canone Rai.

Da quel momento, però, la tematica non è stata ulteriormente affrontata: c’è da dire che nel mezzo si è dovuta affrontare una crisi di Governo, la ricostituzione dello stesso con nuovi equilibri, e l’urgenza della manovra fiscale da attuare ha messo da parte quasi ogni altro provvedimento verso cui erano state fatte proposte in precedenza.

Nei prossimi mesi, però, si potrebbe tornare a parlare di questa proposta. L’abolizione del canone, d’altronde, andrebbe a togliere alla televisione statale proventi per circa 1,3 miliardi, che non sarebbero semplici da sostituire visto che in sé compongono i 2/3 delle entrate (il terzo restante proviene dalle pubblicità). Inoltre, si porrebbe anche il problema di integrare i 300 milioni di euro che, dal canone, fluiscono nelle casse dello Stato.

Bollo auto: a che punto siamo per l’abolizione?

Altra proposta avanzata nei mesi riguardava la possibilità di sfruttare un abbassamento dello spread per poter eliminare definitivamente il bollo auto, che insieme al canone costituisce la tassa in assoluto più odiata dagli italiani.

Anche qui, però, c’è un problema di fondo: non sarebbe opportuno sfruttare il risparmio derivante dall’abbassamento dello spread (che per natura è un indice altalenante e dipende da una serie di fattori) per integrare i proventi che normalmente proverrebbero dal bollo auto. Inoltre, non sarebbe neppure quantificabile la disponibilità derivante da questa soluzione, mentre invece si sa per certo che le Regioni ottengono circa 6 miliardi da questa tassa. Se fosse abolita, anche in questo caso dovrebbe essere integrata dalle casse dello Stato.

Al momento, dunque, queste prospettive di abolizione appaiono piuttosto distanti. Nei prossimi mesi, nondimeno, le proposte potrebbero comunque essere presentate e discusse nelle Camere.