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Da un po’ di tempo ci siamo abituati a pensare che la Terra e la razza umana potessero subire la minaccia di numerosi asteroidi dallo spazio. Quello che invece tendenzialmente non riusciamo a considerare è che la vita sul pianeta potrebbe finire per varie ragioni di ordine naturale. Sebbene le minacce maggiori all’estinzione della razza umana provengono da noi stessi, nessuno mette in conto che dei supervulcani potrebbero spazzarci via in poco tempo.

E le prove le abbiamo già avute sotto mano, poiché un’eruzione vulcanica di circa 70 mila anni fa proveniente da sotto il lago di Toba in Indonesia rese quasi invivibile il clima del pianeta. In aria furono infatti lanciati quasi 3.000 chilometri cubici di cenere e polvere che oscurarono l’atmosfera terrestre, abbassando la temperatura anche di 20 gradi e decimando gli uomini a poco più di duemila unità.

 

I supervulcani potrebbero estinguere la razza umana

Una catastrofe del genere si ritiene sia stata anche la causa della poca differenziazione genetica nel nostro codice DNA, visto che in quell’occasione fummo sull’orlo dell’estinzione. Oggi, ovviamente, la tecnologia e la diffusione dell’uomo sul pianeta rende improbabile una vera e propria estinzione di massa come 70 mila anni fa, ma di sicuro la nostra razza sarebbe in pericolo.

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Ma quali sono oggi i supervulcani in grado di causare un mutamento climatico così drastico? Nel mondo i crateri che potrebbero dare il via a tale disastro sono molti, tra cui il nostro Vesuvio ma non l’Etna, ma gli esperti ritengono che siano soltanto sei i supervulcani in grado veramente di cambiare il volto del pianeta. Ancora una volta citiamo quello nel lago di Toba, ma teniamo d’occhio anche il Taupo nella Nuova Zelanda e il più famoso supervulcano nel parco di Yellowstone degli Stati Uniti.

Quest’ultimo è una caldera che si trova al di sotto del parco da lungo tempo inattiva, visto che negli ultimi 2,1 milioni di anni ha eruttato solo tre volte. Ma nessuno può stimare cosa possa succedere se tale caldera si svegliasse d’improvviso.