ban huawei 5G costerà 55 miliardi in più all'europa

Ormai sappiamo che il perdurare del ban Huawei negli Stati Uniti può comportare un cambio di paradigma nel tessuto industriale del comparto Telco sul suolo americano. Le aziende impegnate nello sviluppo del 5G in USA dovranno fare a meno dei componenti a basso costo di Huawei, cercando in terra propria o altrove.

In Europa la situazione nei confronti di Huawei non è ancora definita: diciamo che il Vecchio Continente mantiene un atteggiamento neutrale in attesa di ulteriori sviluppi. Ma cosa accadrebbe in UE se si decidesse di escludere Huawei, ZTE e altri produttori cinesi dallo sviluppo del 5G?

Nonostante le pressioni del Governo Trump sulle nazioni europee, le aziende e la politica del continente non sentono il bisogno di ascoltare le tesi USA. Ad esempio, Vodafone e Open Fiber sostengono di non reputare rischiosa la tecnologia cinese, la quale piuttosto va a vantaggio del risparmio dei clienti finali.

5G: il ban Huawei costerà caro all’Europa

Secondo un’analisi del consorzio GSMA, se però il tavolo europeo dovesse ribaltarsi in favore delle tesi di Trump, l’Europa dovrebbe fare i conti con dei costi enormemente più alti. Sviluppare il 5G con tecnologie alternative alle cinesi costerebbe circa 55 miliardi di dollari in più.

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GSMA sostiene che sono costi addizionali soltanto stimati, poiché contano solo Huawei e ZTE, ovvero i due produttori che detengono una quota di mercato superiore al 40% in Unione Europea. I più colpiti sarebbero gli operatori di telefonia, costretti a sostituire l’infrastruttura esistente prima di implementare i nuovi prodotti 5G.

A costi così elevati corrisponderebbe anche un sensibile rallentamento dello sviluppo del 5G, poiché il report stima che un nuovo roll out della tecnologia anti cinese subirebbe un ritardo fino a 18 mesi. In tutto ciò, attori dell’industria come Ericsson, Samsung e Nokia sarebbero gli unici a poter offrire infrastrutture adeguate alla nuova domanda. E siamo sicuri che si stanno attrezzando all’inevitabile.

Ma conviene davvero a qualcuno boicottare Huawei anche in Europa?