Durante l’AI Day di Guangzhou, Xpeng è riuscita ancora una volta a catalizzare l’attenzione del pubblico con qualcosa che sembra uscito direttamente da un film di fantascienza: l’ottava generazione del progetto IRON, un robot umanoide che riesce a unire ingegneria, design e un pizzico di inquietante realismo. L’azienda, conosciuta per le sue auto elettriche e i prototipi di veicoli volanti, ha mostrato un modello destinato alla produzione di massa entro la fine del 2026. Ma la vera sorpresa non sta solo nelle sue capacità tecniche: IRON ha una pelle sintetica su tutto il corpo, progettata per restituire un tocco più caldo, quasi umano.
IRON 8 cammina, parla e sorride: il robot umanoide di Xpeng
A colpire non è solo la tecnologia, ma anche la scelta estetica. Xpeng ha deciso di allontanarsi dal solito immaginario del robot “duro e metallico”, puntando su linee più morbide, espressioni delicate e una presenza che ricorda più un essere umano che una macchina. L’intento è chiaro: non costruire un robot da fabbrica, ma un compagno sociale, un assistente capace di interagire con le persone in modo naturale e rassicurante. Niente braccia squadrate o visi senza emozione — IRON è stato pensato per accoglierti, parlarti e persino sorriderti.
Durante la dimostrazione, visibile nel video diffuso da XroboHub, il robot cammina con un equilibrio impressionante, gestisce i movimenti con fluidità e risponde alle persone in tempo reale. È affascinante e un po’ surreale, come se ci trovassimo di fronte a una nuova generazione di “presenze” artificiali, più simili a esseri umani che a strumenti tecnologici.
Uno degli aspetti più interessanti è la personalizzazione: Xpeng permetterà di scegliere colore e tonalità della pelle sintetica, la corporatura (da quella atletica a quella più robusta), le acconciature e persino, in futuro, i vestiti. In sostanza, ogni IRON potrà diventare un avatar fisico, costruito su misura per la persona o il luogo in cui dovrà operare — che si tratti di un negozio, un hotel o una mostra. È un modo nuovo di intendere la robotica: meno efficienza, più empatia.
Il CEO He Xiaopeng ha spiegato che l’obiettivo non è creare automi per lavori domestici o industriali, ma figure che sappiano “stare tra le persone”. IRON potrà accogliere clienti, fornire informazioni o guidare visitatori, grazie anche a un’elaborazione dati potentissima (2250 TOPS) e mani con 22 gradi di libertà. E, come piccolo tocco poetico, seguirà le tre leggi della robotica di Asimov… con una quarta tutta moderna: mai divulgare i dati personali del proprietario.
I prezzi non sono ancora noti, ma se i test dei prossimi mesi andranno bene, tra poco potremmo davvero incontrare il nostro primo “collega” robot con la pelle calda.