Xiaomi è pronta a entrare ufficialmente nel settore dei tracker Bluetooth con XiaomiTag, che verrà svelato il 28 febbraio durante il MWC 2026 di Barcellona. Per la prima volta il brand porta sul mercato internazionale un localizzatore pensato fin dall’inizio per dialogare con ecosistemi differenti.
Attualmente il mercato dei tracker è dominato da soluzioni consolidate come Apple AirTag e Samsung Galaxy SmartTag, ma esiste uno spazio interessante per un’alternativa più accessibile, soprattutto in termini di prezzo. Xiaomi punta proprio su questo aspetto, con un posizionamento che potrebbe risultare sensibilmente più competitivo rispetto ai principali concorrenti.
Un elemento centrale della proposta è la compatibilità multipiattaforma. XiaomiTag dovrebbe funzionare sia con la rete Apple-Dov’è sia con Google Find Hub, consentendo l’utilizzo con dispositivi iOS e Android. È una scelta che amplia notevolmente il pubblico potenziale, anche se le informazioni trapelate indicano che sarà possibile attivare un solo sistema alla volta, con eventuale reset necessario per passare da un ecosistema all’altro. Una limitazione che non annulla il vantaggio, ma che va considerata in fase di utilizzo.
Caratteristiche tecniche di Xiaomi Tag e posizionamento sul mercato
Il debutto al MWC non è casuale. L’evento rappresenta una vetrina globale e Xiaomi sembra intenzionata a rafforzare l’idea di un ecosistema sempre più completo, in cui smartphone, accessori e dispositivi smart dialogano tra loro in modo coerente.
Sul piano tecnico, XiaomiTag si presenta come un dispositivo compatto e leggero. Il peso dovrebbe aggirarsi attorno ai 10g, con uno spessore di circa 7,2mm, dimensioni pensate per renderlo facilmente agganciabile a chiavi, zaini o altri oggetti personali. L’alimentazione è affidata a una batteria a bottone CR2032 sostituibile, con un’autonomia stimata fino a un anno, in linea con i principali competitor.
La connettività si basa su Bluetooth 5.4 e NFC per l’associazione rapida. Manca però la tecnologia Ultra-Wideband, che consente un tracciamento di precisione a corto raggio. L’assenza dell’UWB rappresenta il compromesso più evidente rispetto alle soluzioni di fascia alta, ma consente di mantenere il prezzo contenuto. Non è escluso che in futuro possa arrivare una variante più evoluta dotata anche di questa tecnologia.
Le indicazioni sui prezzi, non ancora ufficiali, parlano di circa 17,99€ per l’unità singola e 59,99€ per il pacchetto da quattro. Se confermate, queste cifre collocherebbero Xiaomi Tag in una fascia particolarmente aggressiva, rafforzando l’approccio dell’azienda orientato al miglior rapporto tra costo e funzionalità.