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Con il rilascio di Android 17 QPR2 Beta 2 Google prosegue lungo il suo ciclo di anteprima trimestrale, quello che porterà alla versione stabile prevista per dicembre 2026. Chi si aspetta un terremoto di funzioni resterà un po’ spiazzato, perché qui parliamo di piccoli ritocchi più che di stravolgimenti. Eppure qualche dettaglio merita attenzione, soprattutto per chi ha tra le mani un Pixel.
La prima cosa che salta subito all’occhio è il cambio di nome in codice. Questa release lascia da parte il vecchio “CinnamonBun”, nome associato ad Android 17, e adotta un più asciutto “DEV”. Un segnale che il ciclo di sviluppo sta cambiando marcia, entrando in una fase diversa. Il perché resta un mistero, dato che Google non ha voluto dare spiegazioni ufficiali sulla scelta.
Novità grafiche e chi resta indietro con il supporto
Sul lato estetico la novità principale riguarda la nuova icona delle Impostazioni, che ora è attiva per tutti gli utenti. Qualcuno l’aveva già intravista in anticipo, in particolare chi durante la QPR1 Beta aveva effettuato un’installazione pulita del sistema. Nulla di clamoroso, certo, però è proprio il genere di piccolo cambiamento che Google ama introdurre poco alla volta, quasi a preparare il terreno prima del rilascio stabile vero e proprio.
C’è poi una notizia che non farà piacere a una parte di utenti. Chi possiede ancora un Pixel 6 o un Pixel 6 Pro si trova ormai vicino al capolinea del supporto software. Questi due modelli non riceveranno la Beta 2, e la serie QPR1 sarà l’ultima disponibile per loro. In pratica raggiungono il cosiddetto End of Life, il momento in cui il ciclo di aggiornamenti si chiude definitivamente. Va detto che Google, per questa versione, non ha pubblicato alcun elenco dei bug corretti, quindi difficile capire nel dettaglio cosa sia stato sistemato sotto la superficie.
Quali dispositivi possono installare la beta
Il ventaglio di modelli compatibili con questo aggiornamento è comunque ampio. La beta gira su una lunga lista di dispositivi, si parte dai Pixel 6a e si arriva fino ai più recenti Pixel 10, comprese le varianti Pro Fold e il Pixel 10a. Insomma, chi ha un dispositivo relativamente aggiornato ha buone probabilità di poter mettere mano alla nuova versione.
Per chi ha voglia di provarla in prima persona basta seguire la procedura di installazione dedicata al programma beta. Un aggiornamento che, pur senza gonfiare troppo le aspettative, aiuta a farsi un’idea di dove stia andando l’ecosistema Android in vista dell’appuntamento più importante, quello con la versione definitiva attesa per la fine del 2026.










