Xiaomi 18 Series comincia a farsi vedere, e non con qualche indiscrezione vaga ma con documenti ufficiali. Le certificazioni di due modelli sono spuntate nel database dell’EEC, la Eurasian Economic Community, e questo dettaglio non è banale. Significa infatti che si parla delle varianti internazionali, quelle destinate anche ai mercati fuori dalla Cina. I codici in questione sono 2609BPN61G e 2611FPNFAG, sigle che a prima vista dicono poco ma che aiutano a mettere insieme il puzzle.
Il contesto temporale aiuta a capire perché se ne parli proprio adesso. Settembre è ormai alle porte e verso la fine del mese Qualcomm dovrebbe presentare i suoi nuovi chip mobile di fascia alta. Come da tradizione, Xiaomi sarà tra i primi a montarli sui propri top di gamma. Il che spiega il fermento attorno a questa serie, con i primi movimenti burocratici che precedono di poco il debutto vero e proprio.
Quali modelli aspettarsi dalla nuova gamma
Entrambi i codici erano già emersi in precedenza, questa volta nel database IMEI. I nomi commerciali non hanno ancora una conferma ufficiale, ma le ipotesi più solide iniziano a delinearsi con una certa chiarezza. La sigla 2611FPNFAG dovrebbe corrispondere a Xiaomi 18 nella sua versione base, quella liscia per intenderci. Il codice 2609BPN61G invece punterebbe verso Xiaomi 18 Pro Max, il modello di punta della lineup.
C’è però un aspetto che merita attenzione. Si dice che il 18 Pro, quello senza la dicitura Max, resterà un’esclusiva riservata al mercato cinese. Detta così potrebbe sembrare una cattiva notizia per chi guarda dall’Europa, ma in realtà l’arrivo del Pro Max rappresenta comunque un passo avanti niente male rispetto alla generazione precedente. Chi cercava il massimo dalla casa cinese, insomma, avrà finalmente pane per i suoi denti anche fuori dai confini asiatici.
Il dettaglio del display secondario
Un elemento che potrebbe tornare anche su questa generazione riguarda i due modelli Pro. Come già visto in passato, dovrebbero essere gli unici della gamma a montare il display secondario posteriore, quel piccolo schermo aggiuntivo che si trova sul retro del dispositivo e che permette di gestire alcune funzioni senza girare il telefono. Una caratteristica che negli anni ha finito per diventare quasi un tratto distintivo della fascia premium di casa Xiaomi.
Per ora le informazioni ruotano attorno a queste due certificazioni e alle relative ipotesi sui nomi. Tutto il resto, dalle specifiche tecniche dettagliate ai prezzi, rimane ancora coperto. Quel che è certo è che i codici 2609BPN61G e 2611FPNFAG hanno superato il vaglio della EEC, il primo passo formale prima che questi dispositivi possano fare capolino sul mercato internazionale. Con Qualcomm pronta a scoprire le carte sui nuovi processori, i tempi per il debutto della gamma flagship sembrano ormai piuttosto vicini.


