Il futuro di Xbox passa da un memo interno firmato da Asha Sharma, la nuova amministratrice delegata della divisione gaming di Microsoft, che nelle scorse ore ha messo nero su bianco obiettivi e strategie per i prossimi mesi. Il documento arriva dopo il pesante reset delle settimane precedenti, quello che ha portato al licenziamento di moltissime persone, alla chiusura di alcuni studios e all’abbandono di diversi progetti già avviati. Un colpo duro, insomma, dal quale la casa di Redmond vuole ripartire con un traguardo ben preciso.
Il punto centrale del piano è uno solo: riportare Xbox alla crescita, sia per numero di utenti sia per ricavi, entro la fine dell’anno fiscale in corso, che scadrà il 30 giugno 2027. Sulla carta suona bene, ma va detto che si tratta di un’ambizione notevole, considerando le condizioni davvero complicate in cui si muove il mercato oggi. La crisi dei chip di memoria pesa parecchio e rende tutto più difficile del previsto.
I quattro pilastri della nuova strategia
La visione di Asha Sharma si regge su quattro punti chiave, ognuno con un nome preciso. Il primo si chiama Core e prevede di rafforzare la piattaforma tenendo la console al centro dell’ecosistema, senza spingerla ai margini come qualcuno temeva. Il secondo è Content e guarda ai giochi di maggior successo, con l’idea di trasformarli in veri e propri franchise globali.
Poi c’è Creation, dove il ruolo da protagonista tocca a Minecraft. L’idea è farlo diventare la piattaforma creativa di riferimento a livello mondiale, non più solo un videogioco ma uno spazio dove costruire e sperimentare. Chiude il quadro Connection, pensato per allargare gli universi narrativi più amati attraverso nuove esperienze e forme diverse di intrattenimento.
Una volta agganciata la crescita entro il 2027, i piani parlano di accelerare ancora tra il 2028 e il 2029, con l’obiettivo di trasformare gli investimenti fatti oggi in nuove fonti di ricavo e di coinvolgimento del pubblico. Il vero traguardo, però, guarda al 2030: arrivare a una crescita a doppia cifra, quindi superiore al 10%, sia negli introiti sia negli utenti.
Per centrare questi numeri, Sharma è convinta che serva puntare tutto sui franchise più forti e sulle nuove proprietà intellettuali con maggiore potenziale. E l’espansione non riguarderà soltanto i videogiochi. Il piano prevede infatti di far crescere i brand anche attraverso cinema, serie TV, prodotti consumer, eventi dal vivo e partnership internazionali, con uno sguardo rivolto pure alla Cina. Un’apertura su più fronti che dice parecchio su dove Microsoft vuole portare il proprio marchio nei prossimi anni.










