C’è un filo che lega Xbox Series S e Switch 2, e a metterlo nero su bianco sono stati gli esperti di Digital Foundry, che da anni sezionano le prestazioni dei videogiochi fin nei minimi dettagli. Secondo loro la console più piccola di casa Microsoft avrebbe avuto un ruolo tutt’altro che marginale nel facilitare l’arrivo dei giochi sulla nuova macchina di Nintendo. Una conferma che dà sostanza a voci che giravano già da tempo.
Il ragionamento, in fondo, è abbastanza lineare. Quando uno sviluppatore lavora a un titolo multipiattaforma deve pensare a far girare il gioco su hardware diversi, alcuni più potenti, altri decisamente meno. E qui entra in scena la sorella minore di Series X. Avere già ottimizzato un gioco per girare su una console meno performante significa aver fatto buona parte del lavoro pesante, quello che serve poi per adattare il tutto a una piattaforma con meno muscoli.
Il parere degli analisti sulle versioni dei titoli multipiattaforma
Gli analisti di Digital Foundry, gente che le prestazioni le studia frame per frame, sostengono che proprio la presenza di Xbox Series S sul mercato abbia creato una sorta di base di partenza per i team di sviluppo. Avere una macchina di fascia più contenuta da supportare costringe a tenere sotto controllo risorse, memoria e dettagli grafici. Ed è esattamente lo stesso tipo di ottimizzazione che serve quando si deve portare un gioco pesante su una console portatile come Switch 2.
In pratica il lavoro fatto per far girare i titoli multipiattaforma sulla console Microsoft più leggera diventa un punto di appoggio prezioso. I porting verso la nuova piattaforma di Nintendo partono così con un vantaggio, perché molte delle scelte tecniche necessarie a contenere i requisiti sono già state affrontate altrove. Non si parte da zero, insomma, e questo fa una bella differenza sui tempi e sulla qualità del risultato finale.
Le voci che circolavano da mesi su questo collegamento trovano ora una lettura più solida grazie al parere di chi questi confronti li fa di mestiere. La Xbox Series S, spesso criticata da una parte del pubblico proprio per la sua potenza ridotta rispetto al modello maggiore, finisce così per rivelarsi utile anche fuori dal proprio ecosistema. Un effetto collaterale curioso, considerando che parliamo di hardware di aziende concorrenti.
Per gli sviluppatori il messaggio è chiaro. Pensare fin dall’inizio a una versione capace di girare su macchine meno potenti non è soltanto un obbligo legato al supporto di Series S, ma un investimento che semplifica anche i passaggi successivi. E quando sul tavolo c’è una console come Switch 2, con tutte le sfide tecniche che porta con sé, ogni scorciatoia ben costruita vale doppio.