Crisi Xbox: tornano le voci di tagli e ristrutturazioni dentro Microsoft, e stavolta il bersaglio è la divisione videoludica. Non è mai un bel segnale quando la sforbiciata colpisce il personale, e qui si parla di parecchie persone che già dal mese prossimo potrebbero ritrovarsi senza lavoro. Stando alle indiscrezioni circolate in queste ore, l’operazione di ridimensionamento dovrebbe partire subito dopo il 30 giugno, in coincidenza con la chiusura dell’anno fiscale.
Tagli al budget e dipendenti nel mirino
Il piano non si ferma al taglio del personale. Coinvolge anche i budget destinati al marketing e ad altri settori strategici che, per ora, restano avvolti nel vago. I vertici aziendali hanno preferito il silenzio quando si è trattato di quantificare l’entità dei tagli, ma il clima interno tra i dipendenti racconta una storia diversa: tensione palpabile e tanti punti interrogativi. I problemi, del resto, non nascono oggi. Affondano in una serie di nodi finanziari che adesso stanno venendo al pettine con un’insistenza difficile da ignorare. E quel che preoccupa di più è l’assenza di una strategia chiara per cambiare direzione.
A confermare il momento difficile è arrivata Asha Sharma, la nuova guida della divisione, che ha ammesso senza troppi giri di parole come le cose non vadano benissimo sul fronte economico. I numeri parlano da soli. Se si mette da parte il contributo delle grandi acquisizioni recenti, come Activision Blizzard King, negli ultimi cinque anni sono finiti oltre 20 miliardi di dollari (circa 18,5 miliardi di euro) tra contenuti, infrastrutture e sussidi sull’hardware. Una cifra enorme. Il guaio è che, a fronte di tutto questo, i ricavi annuali si sono ridotti di quasi mezzo miliardo di dollari, schiacciando il margine di profitto attuale a un risicato 3%.
Un modello di business da rivedere in cento giorni
Risultati così deludenti sono il prodotto di più fattori che si sono sommati nel tempo. Una strategia commerciale che ha cambiato troppe volte rotta, da una parte, e una parziale svalutazione del marchio, dall’altra. Ci si mette pure una crisi pesante sui costi dei componenti hardware, che metterà la dirigenza davanti alla necessità di ripensare l’intero modello di business nei prossimi cento giorni.
E adesso? L’obiettivo dichiarato di Microsoft è chiaro: riportare la divisione gaming ai piani alti dell’intrattenimento. Ma la strada percorsa fin qui ha reso inevitabili scelte dolorose, di quelle che servono a correggere la rotta quando i conti non tornano più.
Sul fronte hardware, intanto, Asha Sharma ha messo nero su bianco un concetto che fa discutere: le console costano troppo, e serve un modello di business diverso da quello visto finora. Non è un’osservazione da poco, considerando la pressione sui prezzi dei componenti.