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Xbox Cloud Playtime: streaming a ore anche per giochi già tuoi

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Microsoft ha iniziato a vendere ore di gioco in streaming per titoli che i giocatori possiedono già, attraverso i nuovi pacchetti Cloud Playtime resi disponibili agli Xbox Insiders. L’annuncio era nell’aria da settembre, quando l’azienda aveva ridimensionato in modo drastico l’offerta di streaming inclusa nell’abbonamento Game Pass, spiegando che anche chi non era abbonato avrebbe presto potuto acquistare ore di gioco nel cloud tramite lo Xbox Store e avviare in streaming i giochi compatibili già presenti nella propria libreria. Ora quella promessa si è concretizzata, ma con prezzi che rischiano di far storcere il naso a chi quei titoli li ha già pagati.

Quanto costano i pacchetti Cloud Playtime

Il listino, presentato come prezzo di lancio introduttivo, prevede tre tagli. Con 10 ore si spendono circa 3,50 euro, quindi poco meno di 35 centesimi l’ora. Il pacchetto da 25 ore costa circa 7 euro e porta il prezzo orario intorno ai 28 centesimi. Quello da 50 ore arriva a circa 10,50 euro, con un costo che scende a poco più di 20 centesimi per ogni ora di gioco. Le ore acquistate restano disponibili finché non vengono consumate, quindi nemmeno il pacchetto più corposo ha una scadenza che obblighi a giocare in fretta.

Pagare il tempo di gioco in questo modo riporta alla mente le vecchie sale giochi, dove bastava una moneta per qualche minuto davanti al cabinato. Quel modello a consumo è però finito quasi nel dimenticatoio, sostituito dall’acquisto singolo che permette di giocare a casa senza limiti. A prima vista, una ventina di centesimi per un’ora di streaming non sembra una cifra esagerata. Il punto è che questa spesa si aggiunge a quella sostenuta per comprare il gioco. A differenza dell’abbonamento Xbox Game Pass, che comprende qualche ora mensile di streaming su centinaia di titoli già nel prezzo, i pacchetti Cloud Playtime richiedono l’acquisto di un gioco compatibile con il cloud oppure, per alcuni titoli selezionati, l’accesso free to play. Nelle sale giochi, del resto, nessuno doveva comprare il cabinato prima di inserire la moneta.

Il confronto con Stadia e PlayStation Now

La formula scelta da Microsoft si distingue da quella di Google Stadia, l’esperimento fallito che offriva streaming illimitato su più dispositivi per i giochi acquistati sulla piattaforma. In quel caso, però, i titoli comprati non potevano essere scaricati per giocare in locale su PC o console, e questo rendeva la proposta molto diversa. La differenza si è fatta ancora più evidente con la chiusura del servizio nel 2022, che ha reso inutilizzabili quegli acquisti, anche se Google ha poi rimborsato integralmente ogni spesa.

Nel 2014 anche Sony aveva provato la strada dello streaming a noleggio con il debutto di PlayStation Now, proponendo l’accesso ai giochi per periodi prestabiliti. Non serviva comprare il titolo, ma i prezzi iniziali erano altissimi e arrivavano a circa 26 euro per 90 giorni di streaming, anche per giochi che su disco costavano meno. Quei primi tentativi hanno lasciato rapidamente spazio a un abbonamento con streaming illimitato, poi confluito nel piano più completo di PlayStation Plus Premium, che oggi costa circa 17 euro al mese oppure circa 140 euro all’anno e include lo streaming senza limiti di una selezione di giochi PlayStation.

Microsoft ricorda inoltre che gli Xbox Insiders possono provare gratuitamente lo streaming con pubblicità dei giochi che possiedono, senza acquistare alcun pacchetto. Per chi vuole semplicemente concedersi una partita veloce a Halo sullo smartphone potrebbe essere la soluzione più comoda. L’azienda precisa però che chi paga avrà tempi di attesa più brevi e una qualità di streaming più alta, il che lascia intendere un’esperienza meno curata per chi sceglie la versione gratuita. Il mese scorso, inoltre, Microsoft aveva dichiarato che solo il 4% degli abbonati a Game Pass sarebbe stato toccato dai nuovi limiti, compresi tra 5 e 15 ore di streaming al mese, segno che appena una piccola minoranza di utenti usava il cloud gaming per una parte consistente del proprio tempo di gioco, anche quando era incluso senza costi aggiuntivi nell’abbonamento.

Fonte: TecnoAndroid

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