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Airbnb ha deciso di mettere nero su bianco cosa i proprietari possono chiedere agli ospiti prima che lascino l’alloggio, e lavare i piatti non rientra più tra le richieste accettabili. Con un aggiornamento delle proprie linee guida la piattaforma di affitti brevi stabilisce che qualsiasi incombenza normalmente svolta da un addetto alle pulizie non può essere considerata una domanda ragionevole nei confronti di chi soggiorna. Un cambiamento piccolo solo in apparenza, perché tocca uno degli aspetti che più spesso generano malumori tra viaggiatori e padroni di casa.
Secondo la nuova versione della policy gli host possono ancora rivolgere delle “richieste” ai visitatori, ma queste devono essere ragionevoli. Il concetto potrebbe sembrare vago, invece l’azienda ha voluto chiarirlo con esempi molto concreti, tracciando una linea abbastanza netta tra ciò che è lecito pretendere e ciò che invece va oltre il dovuto.
Cosa possono chiedere gli host prima della partenza
Il principio di fondo è semplice. I proprietari non devono domandare agli ospiti di svolgere compiti che richiedano uno sforzo o un tempo significativo, oppure che di solito spetterebbero a chi si occupa professionalmente delle pulizie. Tradotto nella pratica quotidiana, togliere le lenzuola dai letti o far partire qualche lavatrice viene considerato eccessivo. Raccogliere gli asciugamani usati, al contrario, resta una richiesta del tutto accettabile.
Stesso discorso per le stoviglie. Chi ha prenotato un appartamento su Airbnb non dovrà più sentirsi obbligato a passare l’ultima mezz’ora della vacanza davanti al lavello, perché i piatti rientrano proprio tra quelle attività che un addetto alle pulizie svolgerebbe normalmente. Insomma, per chi soggiorna la fase della partenza dovrebbe diventare decisamente più leggera e meno carica di piccoli obblighi domestici.
Sette regole standard e stop ai cartelli in casa
La modifica sulle faccende domestiche fa parte di una revisione più ampia delle regole che disciplinano il rapporto tra padroni di casa e viaggiatori. Il nuovo sistema permette ai proprietari di scegliere tra un insieme di sette norme standard da applicare al proprio immobile. A queste si possono poi aggiungere eventuali indicazioni ulteriori, che però assumono la forma di semplici richieste e non di obblighi veri e propri.
C’è poi un dettaglio che riguarda il modo in cui queste istruzioni arrivano ai clienti. Regole e richieste potranno essere comunicate esclusivamente nella sezione dedicata dell’annuncio. Dopo la prenotazione gli host non potranno più condividerle tramite messaggi, cartelli affissi nell’abitazione o di persona. Una scelta che potrebbe finalmente mettere fine a quella segnaletica dal tono passivo aggressivo che compare in tante case in affitto, tra biglietti attaccati al frigorifero e avvisi sparsi un po’ ovunque.
La piattaforma ha comunque previsto la possibilità di concedere delle eccezioni legate a situazioni particolari. L’esempio citato rende bene l’idea: in una zona dove è nota la presenza di orsi il proprietario può chiedere che la spazzatura venga riposta in un contenitore a prova di animali. Si tratta di casi specifici in cui una richiesta extra risponde a esigenze reali di sicurezza e non a una semplice comodità del padrone di casa.
La nuova policy di Airbnb entrerà ufficialmente in vigore il 20 novembre.
Fonte: TecnoAndroid


