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Il protocollo MCP, sviluppato da Anthropic e reso pubblico alla fine del 2023, ha già conquistato la definizione di “USB-C dell’AI”. Una chiara analogia con la sua capacità di creare un linguaggio comune tra componenti differenti. Mentre l’USB-C unisce periferiche di vari brand, il Model Context Protocol facilita la comunicazione tra modelli AI di terze parti, applicazioni web e ora, grazie a Microsoft, le stesse funzioni interne di Windows.
I server MCP avranno il permesso di muoversi liberamente attraverso risorse come il file system, la gestione delle finestre e persino il sottosistema Linux integrato in Windows. Se da un lato tali funzionalità aperte spalancano le porte a scenari d’uso innovativi, dall’altro emergono nuovi rischi sul fronte della sicurezza. Negli ultimi mesi, si sono discusse vulnerabilità legate al furto di token, all’alterazione dei prompt e a possibili compromissioni dei server. In risposta, Microsoft ha deciso di limitare l’accesso iniziale ai soli sviluppatori selezionati. Ciò con l’obiettivo di mettere a punto meccanismi di protezione robusti prima di un rilascio più ampio.
Accanto a MCP, l’altro tassello strategico di Microsoft è Windows AI Foundry. Si tratta di una piattaforma destinata a semplificare la vita agli sviluppatori. Ciò mettendo a disposizione modelli provenienti da cataloghi quali Hugging Face, Nvidia NIMs e dal nuovo Foundry Local. Grazie a Windows ML, sarà possibile distribuire applicazioni AI senza dover includere runtime o driver specifici. Un vantaggio che si traduce in pacchetti più snelli e in un’adozione più rapida delle tecnologie AI.
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