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Chi gioca su PC conosce bene quella schermata che accompagna il primo avvio di un titolo appena installato, e dietro quell’attesa c’è quasi sempre la compilazione degli shader. Windows 11 prova ora a ridurre sia i tempi morti sia lo stuttering, puntando su un utilizzo più ampio degli shader precompilati. Si tratta di un passaggio tecnico ma con effetti molto concreti, perché è proprio questa fase a costringere alcuni giochi a far aspettare parecchio prima di poter iniziare a giocare. In certi casi le attese arrivano a sfiorare i 20 minuti, un tempo decisamente lungo per chi vorrebbe semplicemente avviare una partita.
Che cosa sono gli shader e perché rallentano tutto
Per capire la portata della novità conviene fare un passo indietro. Gli shader sono piccoli programmi che la GPU utilizza per stabilire come vanno renderizzati luci, materiali, ombre ed effetti grafici. In pratica sono le istruzioni che dicono alla scheda video come deve apparire ogni elemento sullo schermo. Una parte di questi programmi, normalmente, viene compilata direttamente sul computer del giocatore.
Il punto delicato sta proprio nel momento in cui avviene questa operazione. Spesso la compilazione si concentra al primo avvio del gioco, e da qui nascono le lunghe schermate di caricamento che precedono la partita. Altre volte invece avviene mentre il titolo è già in esecuzione, e allora il lavoro svolto in tempo reale dal sistema può tradursi in piccoli scatti e interruzioni durante l’azione, il classico stuttering che tanti giocatori su PC hanno imparato a riconoscere. Tutto questo lavoro ricade sulla macchina dell’utente, che deve occuparsene prima o durante la sessione di gioco.
Advanced Shader Delivery arriva su più piattaforme
La risposta di Microsoft a questo problema ha un nome preciso: Advanced Shader Delivery, abbreviato in ASD. L’idea alla base è affidarsi agli shader precompilati, così da togliere di mezzo buona parte di quel lavoro che oggi viene svolto sul PC del giocatore. Il risultato atteso è doppio, con attese ridotte prima di iniziare e meno interruzioni fastidiose una volta entrati nel vivo dell’azione.
Fino a poco tempo fa questa tecnologia era disponibile soltanto sull’hardware AMD RDNA, il che ne limitava parecchio la diffusione. Ora Microsoft sta allargando il raggio d’azione di ASD a un numero ben più ampio di configurazioni. Il supporto viene esteso innanzitutto alle piattaforme Qualcomm, e il passo successivo è già fissato in calendario.
Nel corso di ottobre, infatti, l’Advanced Shader Delivery approderà anche sulle GPU NVIDIA RTX e su diversi chip Intel Arc e Core Ultra. Con questa espansione la tecnologia esce dal perimetro di un singolo produttore e arriva su una fetta molto più grande dei computer su cui gira Windows 11, coprendo schede video dedicate e processori di marchi diversi. Per chi possiede una di queste configurazioni significa poter contare, nei giochi compatibili, sugli shader precompilati invece che sulla compilazione effettuata in locale, con la prospettiva di avviare i titoli più rapidamente e di vedere ridotti gli scatti durante il gioco.
Fonte: TecnoAndroid








