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Windows 11, Microsoft e NVIDIA preparano l’AI locale e i PC Arm

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Microsoft ha confermato un evento Windows che metterà insieme il sistema operativo, la famiglia Surface e NVIDIA. Qualcuno ha subito fantasticato sull’arrivo di un nuovo Windows, eppure al momento gli indizi disponibili non vanno affatto in quella direzione e nulla fa pensare a un successore pronto a salire sul palco.

La partita più interessante si gioca altrove, cioè nelle modifiche che Redmond sta portando avanti dietro le quinte per preparare Windows 11 all’elaborazione locale dell’intelligenza artificiale e ai nuovi PC basati su architettura Arm. I riferimenti ufficiali rivolti a sviluppatori e creator, uniti alle indicazioni arrivate da NVIDIA, permettono di separare ciò che è già messo nero su bianco da quello che per ora resta un’anticipazione.

I cantieri aperti dentro Windows 11

Il primo segnale tangibile riguarda la trasformazione di alcuni pezzi storici dell’interfaccia. Microsoft sta sostituendo poco alla volta gli elementi costruiti sulle vecchie tecnologie con interfacce WinUI 3. Nelle build Insider se ne vedono già diversi esempi come la finestra Proprietà, AutoPlay e Gestione stampa. Anche la finestra Esegui è stata riscritta da zero e nelle prove effettuate si apre più in fretta rispetto alla versione precedente. Il nocciolo della questione però non sta nel ritocco grafico. Conta capire se questo rinnovamento riuscirà davvero a ridurre latenza, consumo di memoria e dipendenza dal vecchio codice.

Il secondo fronte da tenere d’occhio è il comportamento del sistema sulle macchine pensate per l’AI locale. Insieme a NVIDIA, la società di Redmond sta lavorando per far girare gli agenti dentro contenitori di esecuzione che limitano il loro accesso a file e rete. È un’impostazione molto più rilevante di qualunque nuova animazione, perché definisce il confine di sicurezza tra un agente autonomo e il resto del computer. Il produttore di GPU parla inoltre di interventi sullo scheduler e sulla memoria condivisa, studiati per distribuire meglio i carichi di lavoro tra CPU e scheda grafica.

C’è poi Prism, il livello di emulazione che permette alle applicazioni x86 di funzionare su Windows per Arm. Le due aziende stanno lavorando per ottimizzarlo sui nuovi sistemi RTX Spark. In questo caso a fare la differenza sarà l’esperienza sul campo. Compatibilità, tempi di avvio, prestazioni e resa dei software più complessi diranno molto più di qualsiasi promessa commerciale, visto che i numeri sulle prestazioni acquistano peso soltanto quando vengono confermati da test ripetibili.

Il progetto Zenith e l’appuntamento del 7 ottobre

Messi in fila, questi interventi raccontano una strategia piuttosto chiara. Il sistema operativo di Microsoft vuole diventare più adatto a computer in cui intelligenza artificiale locale, applicazioni Arm e accelerazione grafica lavorano nello stesso flusso. Non si tratta quindi di una semplice rinfrescata estetica ma di un adattamento profondo dell’ambiente in cui girano programmi e modelli.

Lo dimostra anche il progetto Zenith, dedicato a sistemi con almeno 64 GB di memoria unificata e 250 GB/s di banda. Configurazioni del genere indicano che l’azienda sta già costruendo macchine pensate in modo specifico per lo sviluppo locale di modelli e agenti, un terreno molto diverso da quello del classico PC da ufficio.

Fonte: TecnoAndroid

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