Windows 11 torna sotto i riflettori per via di un nuovo problema legato al Patch Tuesday di giugno, che questa volta colpisce il Cestino. A quanto pare Microsoft non riesce a confezionare un aggiornamento davvero pulito neanche questo mese, e gli utenti che hanno installato l’ultimo cumulativo se ne stanno accorgendo a loro spese. Le segnalazioni parlano di parecchi grattacapi, e fra questi spunta ora un comportamento anomalo nel modo in cui Windows mostra i nomi dei file destinati alla cancellazione.
Cosa succede davvero dopo l’aggiornamento
Prima di arrivare al bug del Cestino, vale la pena ricordare che chi ha aggiornato ha riscontrato anche altri intoppi. Diversi utenti hanno avuto problemi con servizi di cloud storage come OneDrive e Dropbox, qualcuno si è ritrovato davanti alle classiche schermate blu di giugno, e c’è pure un fastidio legato a BitLocker che per fortuna resta più che altro innocuo. Insomma, il quadro non è esattamente rassicurante per chi sperava in un mese tranquillo.
Il nodo principale però riguarda proprio il Cestino, che ha smesso di mostrare i veri nomi dei file al suo interno. Al loro posto compaiono i nomi interni generati automaticamente da Windows, quelle stringhe poco comprensibili che normalmente l’utente non vede mai. Il problema è confermato dalla stessa Microsoft e tocca praticamente tutte le versioni del sistema in circolazione.
Quali versioni di Windows sono coinvolte
La diffusione del bug è ampia e riguarda sia Windows 10 che Windows 11. Nel dettaglio, lato client Windows 11 sono interessate le versioni 26H1, 25H2, 24H2 e 23H2, mentre per Windows 10 client si parla della 22H2. Coinvolte anche le edizioni Windows 10 Enterprise LTSC nelle versioni 2021, 2019 e 2016. Per quanto riguarda Windows Server, la lista comprende le release 2025, 2022, 2019, 2016, 2012 R2 e 2012. Una platea davvero vasta, quindi.
Ci sono comunque due notizie che ridimensionano la faccenda. La prima è che si tratta di un problema puramente estetico, senza altre ripercussioni reali sui file o sul funzionamento del sistema. La seconda è che si manifesta solo in circostanze molto specifiche, cioè quando si decide di eliminare definitivamente un file dal Cestino. In quel momento Windows mostra il consueto prompt di conferma, ricordando che l’operazione è irreversibile.
Quando si elimina un singolo elemento, il prompt riporta anche il nome del file. Ed è qui che salta fuori l’anomalia, perché invece di leggere ad esempio vacanze.jpg, ci si ritrova davanti a una richiesta del tipo se siamo davvero sicuri di voler cancellare “$Rxxxxx”. Se invece si selezionano più elementi insieme, Windows passa a un testo più generico, che di solito fa riferimento al numero dei file selezionati anziché ai loro nomi. Un dettaglio che non blocca nulla, ma che può confondere chi vuole essere certo di stare eliminando proprio quel file e non un altro.