Sembra quasi impossibile, eppure ci sono voluti trent’anni. Il limite di 32 GB nella formattazione FAT32 su Windows è stato uno di quei vincoli che chiunque abbia avuto a che fare con chiavette USB o schede SD ha incontrato almeno una volta nella vita. Adesso, con le più recenti build di anteprima di Windows 11, Microsoft ha finalmente deciso di rimuoverlo, portando il supporto fino a 2 TB. Al momento la novità funziona solo tramite riga di comando, ma il passo avanti è comunque enorme.
Per chi non mastica troppo di file system, vale la pena fare un passo indietro. FAT32 è un formato di gestione dei dati su disco che Microsoft introdusse nel lontano 1996 con Windows 95 OSR2. È semplice, leggero, e soprattutto compatibile praticamente con tutto: console, TV, firmware delle schede madri, dispositivi multimediali, sistemi embedded. Proprio questa compatibilità universale lo ha tenuto in vita per decenni, nonostante limiti ormai noti (il più famoso: un singolo file non può superare i 4 GB). Oggi nessuno lo sceglierebbe per prestazioni o sicurezza, ma quando serve un formato leggibile ovunque senza installare nulla, FAT32 resta la soluzione più pratica, anche nel 2026.
La cosa paradossale è che il file system stesso era già tecnicamente capace di gestire volumi ben più grandi di 32 GB. Era l’interfaccia di Windows a bloccare tutto, spingendo gli utenti verso NTFS o exFAT per qualsiasi partizione di dimensioni superiori. Oppure, chi proprio voleva formattare in FAT32 oltre quel limite, doveva ricorrere a software di terze parti. Una situazione francamente assurda.
Come funziona la novità e dove trovarla
Il passaggio da 32 GB a 2000 GB rappresenta un salto notevole per la flessibilità del sistema, soprattutto in quei contesti dove FAT32 è ancora richiesto per questioni di interoperabilità con dispositivi più vecchi o sistemi embedded. Chi opera sulle build Insider di Windows 11 può già sfruttare questa possibilità, ma attenzione: bisogna passare dal prompt dei comandi o dalla finestra del terminale, utilizzando il classico comando format. L’interfaccia grafica di formattazione, quella che si apre con il tasto destro sull’unità, per ora non è stata aggiornata.
Ed è proprio questo uno dei punti su cui si giocherà l’adozione reale della novità. Finché il supporto non arriva nella finestra di dialogo grafica, la maggior parte delle persone non ne beneficerà. Tra l’altro, vale la pena notare che quella finestra di formattazione è praticamente un reperto archeologico dell’interfaccia di Windows: nascosta dentro Windows 11 c’è ancora la possibilità di formattare unità con MS DOS.
C’è anche un aspetto importante da sottolineare: questa funzionalità è attualmente confinata al Canary Channel, che è il ramo di sviluppo più sperimentale. Non è detto che tutto ciò che passa da lì arrivi poi nella versione stabile del sistema operativo.
Miglioramenti allo storage e riduzione dei prompt UAC
Le novità non si fermano a FAT32. Microsoft ha lavorato anche sull’efficienza con cui l’app Impostazioni di Windows 11 legge i dati delle unità di archiviazione. Il problema era legato al modo in cui l’interfaccia moderna interrogava il sottosistema di storage, appoggiandosi a layer intermedi e chiamate asincrone che su volumi grandi, specialmente hard disk meccanici con più partizioni, generavano ritardi evidenti. Operazioni sincrone e blocchi nella renderizzazione costringevano l’interfaccia ad aspettare il completamento delle query prima di mostrare qualsiasi cosa.
Con le nuove build, il comportamento sembra rivisto: il caricamento avviene in modo più efficiente, con una separazione più netta tra interfaccia e recupero dati. Il risultato è che aprire le proprietà delle unità di memorizzazione è ora quasi istantaneo, anche su macchine virtuali con risorse limitate.
Altra modifica meno visibile ma significativa riguarda la gestione di UAC (User Account Control). Prima, accedere alla sezione Impostazioni di archiviazione poteva far scattare subito una richiesta di privilegi elevati, anche solo per visualizzare informazioni. Ora il prompt compare esclusivamente quando si accede a funzioni che richiedono davvero permessi amministrativi, come la gestione dei file temporanei.