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Con l’arrivo di Scam Alert, WhatsApp prova a mettere un argine al fenomeno delle truffe che passano ogni giorno dalle chat di mezzo mondo. L’annuncio è arrivato mercoledì da Meta, che ha presentato uno strumento opzionale, per ora in fase beta, pensato per segnalare i messaggi sospetti prima che qualcuno finisca per rispondere alla persona sbagliata. Il punto interessante è che tutto il lavoro avviene sul dispositivo, senza che WhatsApp, Meta o chiunque altro possa mettere gli occhi sulle conversazioni private.
Il funzionamento è più semplice di quanto sembri. La funzione va attivata a mano dal menu delle impostazioni di WhatsApp, dopodiché il modello di intelligenza artificiale viene scaricato in automatico sul telefono e comincia a lavorare in sottofondo. Chi cambia idea può disattivare tutto quando vuole, senza passaggi complicati.
Come lavora Scam Alert dentro le chat
Il sistema analizza i messaggi in arrivo da mittenti sconosciuti e li classifica in base a schemi di comunicazione ricorrenti nelle truffe online. Richieste di informazioni personali, toni che spingono all’urgenza, tentativi studiati per costruire fiducia poco alla volta. Quest’ultimo dettaglio riguarda soprattutto le cosiddette truffe romantiche, dove il truffatore costruisce un legame emotivo finto e solo dopo settimane, a volte mesi, arriva la richiesta di soldi.
Quando qualcosa non torna, compare un banner di avviso all’interno della conversazione, visibile soltanto a chi riceve il messaggio. Da lì le strade sono quattro: bloccare il mittente, segnalare la chat, ignorare l’avviso oppure indicare che quel contatto è affidabile. Scegliendo l’ultima opzione la segnalazione sparisce e non verranno più mostrati avvisi per quella specifica conversazione.
C’è poi un aspetto che riguarda l’addestramento del modello. Trattandosi di un sistema che impara di continuo, gli utenti possono decidere di condividere con WhatsApp gli ultimi cinque messaggi ricevuti da un mittente giudicato affidabile, così da rendere più preciso il riconoscimento. Anche in questo caso serve un consenso esplicito, la condivisione non parte da sola e nessun dato viene inviato senza che l’utente lo abbia deciso.
Numeri che spiegano l’urgenza
La beta è ancora limitata e Meta non ha comunicato quando la funzione sarà disponibile per tutti. Un portavoce dell’azienda non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento.
Il contesto però aiuta a capire perché una funzione del genere arrivi proprio adesso. WhatsApp resta l’app di messaggistica più usata al mondo, con oltre 3 miliardi di persone che la aprono ogni giorno. Un bacino enorme, che per i truffatori significa una platea praticamente infinita di potenziali vittime. La Federal Trade Commission ha calcolato che nel solo 2025 i consumatori hanno perso circa 1,9 miliardi di euro a causa di raggiri partiti dai social media. Restringendo il campo alla sola WhatsApp, sempre nel 2025, gli americani hanno lasciato sul piatto qualcosa come 390 milioni di euro.
Cifre che spiegano meglio di qualsiasi comunicato perché Meta abbia scelto di intervenire con uno strumento automatico invece di affidarsi soltanto alle segnalazioni manuali degli utenti. Il modello di machine learning gira direttamente sullo smartphone, quindi non c’è alcun trasferimento delle conversazioni verso i server dell’azienda, un dettaglio non secondario per una piattaforma che ha costruito buona parte della propria reputazione sulla crittografia end to end.
L’approccio scelto è quindi ibrido: l’analisi resta locale, l’eventuale contributo al miglioramento del sistema è volontario e riguarda un numero ristretto di messaggi. Chi non vuole condividere nulla può comunque usare Scam Alert nella sua forma base, ricevendo gli avvisi senza cedere alcun dato. Per ora la funzione si vede solo su un gruppo ristretto di dispositivi coinvolti nei test.










